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Ue - cannabis

Secondo l’ultima Relazione europea sulla droga sono 24 milioni gli adulti europei (dai 15 ai 64 anni) che nell’ultimo anno hanno consumato cannabis, 88 milioni quelli che ne hanno fatto uso almeno una volta nella vita.

Nonostante questi numeri, l’Unione europea è ancora reticente a muoversi verso una legislazione comunitaria in materia di cannabis. A parte la precorritrice Olanda, sono ancora pochi gli Stati ad aver mostrato un’apertura in questo senso. Ma quanto abbiamo da perdere, dal punto di vista economico, da questo disinteresse?

Dal modello olandese alla depenalizzazione
L’Olanda ha aperto la strada alla legalizzazione già nel 1975, quando è stato permesso il consumo di cannabis all’interno di Coffee Shop autorizzati, per un quantitativo massimo di 5 grammi a persona al giorno. Dalla libera vendita l’Olanda riceve un utile di circa 400 milioni annui.

Secondo uno studio condotto da Open Society Foundations questa legislazione più permissiva non ha causato un aumento del consumo di cannabis né rappresenta un incentivo al passaggio a droghe pesanti.

Nessun Paese europeo ha ancora raggiunto i livelli dell’Olanda in termini di legalizzazione, ma Germania, Repubblica Ceca, Portogallo e Spagna hanno depenalizzato, con criteri diversi tra loro, il possesso e l’utilizzo ricreativo della cannabis.

Il dibattito in Italia
Secondo uno studio condotto dall’Università di Messina l’Italia potrebbe guadagnare circa sei miliardi di euro l’anno dalla conduzione della compravendita di cannabis, e risparmierebbe 770 milioni dalla conseguente diminuzione delle spese di magistratura carceraria e azioni di pubblica sicurezza.

È del 9 gennaio di quest’anno l’ultimo disegno di legge presentato in materia di legalizzazione: il senatore Matteo Mantero, del Movimento 5 Stelle, ha proposto di consentire la coltivazione personale e la detenzione di un massimo di 15 grammi di sostanza presso il proprio domicilio.

Eppure il ministro dell’Interno Matteo Salvini continua a bloccare qualunque tentativo di portare avanti il dibattito, dichiarandosi fermamente contrario a trasformare “lo Stato in spacciatore”.

Lo svuotamento delle carceri
Secondo la già citata Relazione europea sulle droghe, la cannabis rappresenta il 69% degli stupefacenti sequestrati nel 2016, ed è causa del 77% dei reati riguardanti le droghe.

I benefici economici derivanti della legalizzazione non si limiterebbero quindi agli introiti generati dalla compravendita, ma potrebbero espandersi alla conseguente diminuzione delle spese giudiziarie e di amministrazione penitenziaria. Spese per le quali l’Italia è ai vertici europei, seconda solo alla Germania, sborsando 2,7 miliardi di euro l’anno.

Tenendo conto, poi, dello stato in cui versano le carceri italiane: è appena uscito il XV Rapporto di Antigone che ribadisce l’alto tasso di affollamento delle nostre carceri, anch’esso ai vertici europei: sfiora infatti il 120%.

Pochi giorni dopo il terzo anniversario della morte di Marco Pannella una sua frase ci fa ancora riflettere: “Se tu vuoi evitare l’esercizio di una facoltà umana che per qualsiasi motivo è praticata a livello di massa, tu fallirai e sarai costretto all’illusione autoritaria del potere che colpisce il ‘colpevole’ e lo colpisce a morte”.

Gli Spazi
Virginia Della Giorgia, Fabrizio Sani e Valeria Sittinieri

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+