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Ducato - Urbino - sogni

Un libro dei sogni: non quello dei candidati, che hanno promesse per tutti; ma quello dei cittadini, che, andando a votare domenica, hanno ciascuno la possibilità di modellare secondo i loro desideri il futuro di Urbino e, in misura minore, quello dell’Europa. In questo numero, redazionalmente chiuso prima della giornata elettorale, abbiamo raccolto le priorità, i desideri, gli input, anche i sogni, di voci che esprimono la città che lavora e che produce, che studia e che gioca, che vive d’arte e di cultura, che sente i problemi della famiglia e le speranze della fede, che condivide gioie e dolori, che si riconosce nella diversità e nell’accoglienza (dei turisti, degli studenti, dei migranti).

Una Urbino che il servizio sulle adozioni descrive generosa ben “oltre le mura della città ducale”: le priorità espresse dai nostri ‘testimonial’, che non sono i ‘ricchi e famosi’, ma gente comune,  la vogliono luogo d’incontro e di scambio, aperta all’innovazione e all’accoglienza, che coinvolga e che guarisca, che accetti la diversità e pratichi la solidarietà.

Una bella città, che si racconta e si progetta migliore dell’Italia che le sta intorno, senza grettezze e senza astiosità, senza ostracismi e senza nostalgie, con gli occhi aperti sul proprio futuro, ma senza dimenticare, ed anzi valorizzando, il proprio passato, che, nella storia e nell’arte, ne fa la forza e le dà capacità d’attrazione. Quella calamita di cultura e di valori che ha portato qui anche i praticanti della scuola di giornalismo di Urbino che oggi la raccontano su Il Ducato.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+