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Games of thrones

Game of Thrones, la serie che con le sue location ha simbolicamente unito l’Europa, è finita. Le polemiche, invece, sono appena iniziate, e tra le cause potrebbe esserci anche la Brexit.

“Brexit sends its regards”
Se la settima stagione aveva fatto storcere il naso per le tempistiche utilizzate, l’ottava ha scatenato davvero l’inferno tra i fan, dimostrato dall’oltre un milione di firme sulla petizione per rigirarla. La petizione non voleva essere altro che una provocazione, una protesta contro gli sceneggiatori Benioff e Weiss, tacciati di incompetenza. Il cast stesso, sebbene sentitosi offeso da questa petizione, ha ammesso in varie interviste di essere deluso dalla final season; e l’autore dei libri, G.R. Martin, non si dice pienamente soddisfatto.

Tra le cause di tanto scontento non si può dimenticare la Brexit: se nelle prime sei stagioni la Hbo ha goduto dei fondi europei per le scene in Irlanda del Nord, dopo il referendum ha dovuto arrangiarsi da sola. Certo, si tratta comunque di una produzione miliardaria, ma sarebbe ingenuo credere che questo non abbia contribuito a dimezzare gli episodi.

Caccia al Trono
Accantonate le divergenze, il fenomeno di Game of Thrones è ben lontano dall’esaurirsi, dentro e fuori lo schermo: da ogni parte spuntano spin off, pub tematici, riadattamenti teatrali, giochi, gadget e viaggi. La stessa Hbo aveva nascosto sei troni in varie località del mondo, dando il via a una caccia al tesoro frenetica che si è già conclusa; ma se l’idea di sedersi sul trono è sfumata, si può sempre programmare un viaggio a tema usufruendo dei vari pacchetti offerti da siti e agenzie, o organizzare un interrail europeo nelle location della serie. Dunque da dove iniziare?

Dal Vero Nord alla Fortezza Rossa: interrail europeo
Vatnajökull (Islanda) è il parco nazionale più grande d’Europa ed è in Game of Thrones la misteriosa terra aldilà della Barriera, patria del Popolo Libero. Sconfitti gli Estranei potrete godervi il Vero Nord in tutto relax, senza però le varie convenzioni europee essendo l’Islanda parte dell’Europa solo geograficamente. Scendete poi in Irlanda del Nord e prendete il nero a Castle Black (Cava di Magheramorne); acclamate a squarciagola “il re del Nord” a Grande Inverno (Castello di Ward); ascoltate le grida di Drogon a Roccia del Drago (Dowhill Strand). In Spagna cavalcate nel Grande Mare d’Erba (Bardenas Reales); raccogliete le rose di Alto Giardino (Almodòvar del Rio); rivivete la Walk of Shame davanti al Tempio di Baelor e fate la danza dell’acqua di Bravoos (Girona); pagate i vostri debiti a Castel Granito (Trujillo); scoprite la verità su Jon Snow alla Torre della Gioia (Guadalajara); bevete del buon vino a Dorne (Alcazar di Siviglia). A Malta entrate ad Approdo del Re (Mdina), per giungere infine in Croazia e visitare l’altra parte della capitale (Dubrovnik, Spalato, Stagno) e la sua Fortezza Rossa (Fortezza di Lovrijenack).

Curioso che una serie ispirata alla Guerra delle Due Rose, ambientata in un mondo la cui cartina ricorda un’Inghilterra rovesciata, non abbia location inglesi.

Game of Thrones diventa così un modo per toccare l’Europa con mano, per passare dalla tv alla realtà, un viaggio fantasy nel mondo reale.

Quarto Potere
Ilaria Alleva, Elena Cecconelli, Martina Grillotti, Lorenzo Larcan, Francesco Saverio Vernice

 

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+