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Il Settimanale - Sapienza - 2019

“La ‘cattiva Europa’ è semplicemente quella che non c’è. L’Europa che c’è è un’Europa efficiente: la politica commerciale, la tutela della concorrenza e dei consumatori, gli standard sanitari e ambientali sono esempi di ‘buona Europa’”: lo dice Emma Bonino, intervistata da Il Settimanale, spiegando che gli Stati Uniti d’Europa sono la risposta giusta a sovranismi e populismi.

A una settimana dalle elezioni europee che sono il filo conduttore dell’edizione 2019 de Il Settimanale, l’esplorazione dell’avvicinamento al voto ci conduce a constatare che i problemi dell’accoglienza investono anche l’Università, con la sintesi di eventi che si sono svolti lunedì 13; che la campagna elettorale passa pure attraverso momenti d’aggregazione culturali e artistici, specie musicali; e che la web tax giace in una sorta di limbo tra la ‘buona’ e la ‘cattiva’ Europa, perché non riesce a nascere.

Il punto della situazione si concentra sull’impatto che la partecipazione al voto della Gran Bretagna, nelle more della Brexit, potrà avere, mentre lo sguardo all’Italia punta sull’uso dei social da parte dei partiti e dei leader. Il percorso fra i Paesi dell’Unione ci conduce in Spagna e Portogallo, là dove la sinistra riesce ancora a vincere. E lo sport europeo vive l’attesa delle finali delle Coppe di calcio, divenute una sorta di manifesto anti-Brexit delle squadre inglesi.

Divisi in redazioni, studentesse e studenti della classe di Agenzie e Nuovi Media dell’anno accademico 2018/’19 del corso di laurea magistrale in Editoria e Scrittura della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma producono il loro Settimanale, dedicato, in questo mese di maggio, alle elezioni europee.

Ogni numero si articola in otto sezioni: il Punto verso le elezioni, in Italia, nei Paesi dell’Unione, Economia, Migranti, Cultura, Sport, l’Intervista. Gli argomenti, i contenuti e come trattarli sono decisi in autonomia dalle singole redazioni.

Il Settimanale è un esercizio didattico, ma vuole pure essere una palestra pre-professionale e riesce talora a offrire spunti informativi sugli eventi trattati o letture originali sui temi affrontati. Non c’è pretesa di completezza, ma c’è desiderio di precisione, cura, attenzione e ansia di migliorare, settimana dopo settimana.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+