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Settimanale - Sport - Inghilterra

Se l’Inghilterra politica si allontana dal Vecchio Continente, quella del calcio vive invece una fase di rinascita. Tra Champions League ed Europa League ci sono infatti ben quattro squadre inglesi in semifinale. Un risultato che non si vedeva da parecchi anni e che curiosamente arriva in un periodo delicato della storia della Gran Bretagna in Europa.

Sta tornando l’Inghilterra
A rappresentare l’Inghilterra in Champions League restano Tottenham e Liverpool: due semifinaliste inglesi non figuravano da ben dieci anni. Gli Spurs devono fronteggiare la sorpresa Ajax, mentre i Reds contendono l’accesso alla finale al favoritissimo Barcelona.

Proprio il Liverpool è l’ultima inglese ad aver giocato una finale di Champions, battuta nell’atto conclusivo dal Real Madrid lo scorso anno. Se almeno una delle due squadre dovesse riuscire a spuntarla, la Champions League tornerebbe a ospitare una squadra inglese in finale per due edizioni consecutive dopo otto anni.

Chelsea e Arsenal invece in Europa League cercano l’accesso alla finalissima di Baku. I primi se la vedono con i tedeschi dell’Eintracht Francoforte, mentre i secondi con il Valencia. Le due squadre londinesi sono favorite e una finale tutta inglese manca in Europa dal 2008, quando Manchester United e Chelsea si sono giocate la coppa dalle grandi orecchie a Mosca.

In Europa League risale l’ultimo trionfo inglese, con il Manchester United di Mourinho che ha trionfato nel 2017 battendo in finale l’Ajax. Il successo in Champions manca invece dalla vittoria del Chelsea nel 2012 ai danni del Bayern Monaco.

Sulla carta l’Inghilterra ha quindi il 50% delle possibilità di alzare a fine anno almeno uno dei due trofei più importanti dell’Europa calcistica, un dato che testimonia il ritorno della Premier dopo anni di flessione.

Premier che viene, Brexit che va
Il ritorno di fiamma delle squadre inglesi cozza in maniera evidente con la volontà politica della Gran Bretagna di allontanarsi dall’Europa. Il 23 giugno 2016 il popolo britannico ha votato sì al referendum per l’uscita dall’Unione europea. Il futuro della Brexit è però sempre più incerto. Il tempo stringe e la deadline del 23 maggio – o, in alternativa, del 31 ottobre – si fa sempre più vicina.

In attesa di conoscere il proprio futuro, comunque, tantissimi inglesi tra Londra e Liverpool possono cullare il sogno di salire sul tetto d’Europa, in bilico tra l’uscita dal Vecchio Continente e l’ambizione di esserne la regina.

Una situazione paradossale per un’Europa che, in cerca di una nuova spinta unitaria, potrebbe veder trionfare nel suo sport più popolare il Paese che ormai ha scelto di invertire la rotta. Un intreccio, quello tra politica e calcio, che alimenta ancora di più la curiosità di vedere come andranno a finire le due competizioni più prestigiose del mondo del pallone europeo.

MediaticaMente
Danilo Budite,Sara D’Aversa, Maria Elena Marsico, Giada Panci

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+