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Italia - elezioni europee
Un momento dell'allestimento del seggio elettorale per le elezioni Europee nel liceo Visconti in piazza del Colleggio Romano, Roma, 23 maggio 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

Siamo ai minuti di recupero della politica italiana: Salvini cerca di arrivare in porta senza passare la palla, Di Maio entra in scivolata e calcola male i tempi, motivo per cui si prepara ad essere sostituito da Zingaretti, che si riscalda a bordo campo. Gli spettatori seguono la partita di un’Italia divisa tra forze sovraniste e progressiste.

Riavvolgendo il nastro: come siamo arrivati a questo punto?

A pochi giorni dalle elezioni europee, Lega e Cinquestelle sembrano non riuscire a deporre l’ascia di guerra, continuando a compromettere i consensi. Resta vivo lo scambio di accuse tra i due partiti di governo che, nonostante i finti punti d’incontro, non riescono ad ingannare gli elettori sul loro evidente disaccordo. Come riportato dall’ultimo sondaggio dell’istituto di ricerca Swg, i Pentastellati sono calati dello 0,5% nell’ultima settimana, permettendo al Pd il sorpasso; anche la Lega scende dello 0,7%, sicuramente influenzata dalla polemica sul caso Siri.

Il governo italiano rimane fagocitato da tempi e temi che sembra dettare il solo Matteo Salvini, mentre Luigi Di Maio sta rimanendo strangolato dalle argomentazioni forti del capo del Carroccio. Il reddito di cittadinanza non sta dando i risultati sperati, mentre la quota 100 per le pensioni e le politiche di immigrazione sembrano funzionare molto di più. Larga parte degli italiani dimostra di crederci, portando la Lega a pescare fortemente, sia in termini elettorali che istituzionali, negli elettori e nella classe dirigente di Forza Italia e Fratelli d’Italia.

La comunicazione dell’attuale ministro dell’Interno funziona, e lo dimostrano i numeri delle piazze leghiste. L’Italia sovrana raccontata da Matteo Salvini sembra fare breccia tra gli elettori. Del resto il concetto di sovranità è molto versatile nella sua applicazione: sovrano di essere “padrone” a casa mia, sovrana di poter uscire la sera, sovrano di aiutare i terremotati prima degli immigrati, sovrana di dire prima i romani quando si è a Roma, sovrano di dire prima i napoletani quando si è a Napoli. In conclusione una Lega sovrana di indirizzare la massa verso quei bisogni percepiti dalla stessa come vitali: il successo del Carroccio è tutto qui.

Il Partito Democratico fatica a ritrovare una leadership forte e vincente dal punto di vista comunicativo. Nicola Zingaretti, nuovo segretario del partito, sembra entrare in scena in punta di piedi, senza catalizzare l’attenzione su di sé. La sua campagna elettorale è incentrata sulla solidità dell’Unione europea, che ha inserito nel simbolo, ma i ‘suoi’ parlamentari nazionali sono stati candidati ed eletti da Matteo Renzi, fatto che rende più ostica la cooperazione.

Una possibile decisione di Matteo Salvini di tornare al voto nazionale, dopo il probabile successo europeo, permetterebbe a Zingaretti di eleggere sostenitori più collaborativi ed incardinare così un progetto di ricomposizione dell’arcipelago progressista e di sinistra, in contrapposizione a un governo compatto di centrodestra: molto più facile fare l’opposizione ad un governo culturalmente monolitico che non a questa sorta di strano contratto di governo che oggi dirige l’Italia.

GYL
Giulia Bugliosi, Laura Politi, Ylenia Rossi

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+