Home Mondo Usa, Iran e altri Paesi, sanzioni tra diritto e prevaricazione

Usa, Iran e altri Paesi, sanzioni tra diritto e prevaricazione

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 25/04/2019

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Lettore – Buongiorno. Potreste cercare di farmi capire perché’ gli Usa, per diritto divino?, hanno la facoltà d’imporci l’obbligo di non ottemperare a contratti commerciali, magari per noi vantaggiosi, con Paesi a loro sgraditi, vedi Russia, Cina, e recentemente Iran, pena gravi sanzioni? Questi campioni di ‘democrazia’, che a loro volta possono stracciare impunemente trattati, vedi quello sul clima o per il nucleare con lo stesso Iran, sottoscritti da altri Americani!!!

Gentile Lettore, la sua è una domanda che mi faccio spesso anch’io e che mi frulla in mente con più intensità del solito da quando gli Usa hanno ottenuto dal Canada l’arresto a Vancouver della signora Meng Wanzhou, chief financial officer di Huawei, colosso delle telecomunicazioni cinese. Poiché la Huawei fa affari con l’Iran, ignorando la decisione di Trump  – unilaterale e sconfessata da tutti gli altri Paesi firmatari, Cina, Russia, Gran Bretagna, Francia e Germania, oltre all’Iran – di uscire dall’accordo sul nucleare concluso nel novembre del 2015 e di reintrodurre le sanzioni, Washington ha emesso un mandato di cattura riconosciuto in Canada e ha avviato una procedura di estradizione che, quattro mesi dopo, deve ancora concludersi. La signora Meng non ha compiuto nessun reato per la legge cinese o di qualsiasi altro Paese, tranne gli Stati Uniti, e non ha compiuto nessun reato sul territorio statunitense. Eppure, “dura lex (americana), sed lex (americana)”.

Il problema, a mio avviso, non è tanto che gli Usa di Trump – ma accadeva anche prima: noi ne sappiamo qualcosa, con il Cermis – ci chiedano di rispettare la loro legge, ma che noi europei lo facciamo supinamente, ancor prima di esservi costretti: all’annuncio della fine, il Primo Maggio, dell’eccezione per l’Italia e altri sette Paesi all’acquisto di petrolio iraniano, noi ci siamo precipitati a dire che tanto non lo compravamo già più, perché prima o poi non avremmo potuto comprarlo. E tutte le grandi aziende europee si sono adeguate ai diktat americani, perché fare affari con l’Iran è bello, ma perdere gli affari con gli Usa è peggio. Washington è prepotente, è vero, ma approfitta della nostra debolezza e acquiescenza.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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