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Usa - migranti - Nielsen
January 30, 2019 - Atlanta, USA - Kirstjen Nielsen, Secretary of Homeland Security, speaks during the overview of public safety press conference for Super Bowl 53 at the Georgia World Congress Center in Atlanta on Wednesday. (Credit Image: © Alyssa Pointer/Atlanta Journal-Constitution/TNS via ZUMA Wire)

Nei giorni più caldi della crisi dei migranti denunciata da Donald Trump, nel giugno scorso, quando un’America angosciata scoprì che alla frontiera i bambini venivano separati dai genitori e detenuti a migliaia in gabbie in campi loro riservati, c’era chi la chiamava “la strega dagli occhi di ghiaccio”: Kirstjen Nielsen, la responsabile per la sicurezza nazionale, l’egeria della tolleranza zero, osava contrapporsi a Melania Trump, “la fata in parka”, contraria allo smembramento delle famiglie all’ingresso nell’Unione. Melania, con l’ausilio di Ivanka, la ‘prima figlia’, cercava di indurre il marito ad atteggiamenti più umanitari: senza successo, perché la pratica della separazione continua – non ci sono in merito cifre precise – e, alla galleria degli orrori, ora s’è pure aggiunta la ‘gabbia dei migranti’ sotto il ponte sul Rio Grande che divide Ciudad Juarez in Messico da El Paso in Texas.

Adesso, Trump s’è reso conto che la Nielsen è troppo morbida con i migranti e la scarica. Non è proprio un fulmine a ciel sereno, perché che Kirstjen fosse in uscita si diceva fin dalle elezioni di midterm, nel novembre scorso. La rottura, però, è stata brusca, com’è nello stile del presidente, ma anche del ministro. L’annuncio – e non poteva essere diversamente – è venuto da un tweet di Trump, che ha anche anticipato la diffusione della lettera di dimissioni del segretario alla sicurezza nazionale. Contestualmente, il presidente ha insediato, ad interim, alla sicurezza nazionale Kevin McAleenan, finora commissario per la protezione delle dogane e dei confini.

Per parte della stampa americana, l’ispiratore dell’operazione è Stephen Miller, l’ideologo e il regista della campagna anti-immigrati su cui Trump sembra di nuovo intenzionato a centrare la campagna per la sua rielezione, l’anno prossimo, nonostante l’esito del voto di midterm, nel novembre scorso, tutto giocato sulla minaccia dei migranti, non sia stato proprio incoraggiante – i repubblicani persero la maggioranza alla Camera -.

Proprio la speaker della Camera, la leader democratica Nancy Pelosi, commenta in modo tagliente l’ennesimo avvicendamento nell’Amministrazione Trump: “E’ allarmante che un ministro che mette in gabbia dei bambini si sia dimesso perché non é abbastanza duro per i gusti della Casa Bianca”.

La Nielsen, 47 anni, era entrata nella squadra di Trump per sostituire il generale John Kelly, che, nell’estate del 2017, venne chiamato d’urgenza alla Casa Bianca, a fare il capo dello staff, perché era in corso un grande repulisti – ne fecero le spese Reince Priebus e l’allora portavoce Sean Spicer -.

Nel frattempo, Kelly se n’è andato, come altri due generali, Mattis alla Difesa e McMaster, consigliere per la Sicurezza nazionale: da capo dello staff, non mostrava abbastanza comprensione verso le pretese della famiglia Trump, Melania e Ivanka.

Adesso, se ne va pure la Nielsen, che, insieme al ministro della Pubblica istruzione Betsy DeVos, pareva incarnare lo spirito trumpiano al femminile. “Il segretario Nielsen lascerà la sua posizione e vorrei ringraziarla per il suo servizio”, fa sapere il presidente, dopo un incontro alla Casa Bianca che alcune fonti definiscono “burrascoso”. Quanto alla promozione di McAleenan, 47 anni, “Ho fiducia che Kevin farà un grande lavoro”: all’inizio, si dice sempre così. Il neo-nominato s’allinea: “Alla frontiera con il Messico, c’è chiaramente un’emergenza sia umanitaria che di sicurezza”.

La mossa arriva due giorni dopo che il presidente, frustrato per l’aumento dei migranti al confine con il Messico, nonostante tutto il suo strepitare, ha ritirato la designazione di Ronald D. Vitiello alla guida dell’agenzia per l’immigrazione spiegando che vuole una direzione “più dura”. Anche dietro il ritiro della nomina di Vitiello c’è Miller, 33 anni, che, in questi giorni, è iper-attivo (forse sente aria di promozione). Politico scrive che, nelle ultime settimane, il giovane consigliere ha fatto numerose telefonate a funzionari di diversi dipartimenti chiedendo loro “di fare di più” per arrestare il flusso dei migranti. Le chiamate sono state percepite da alcuni destinatari come “vere e proprie intimidazioni”: “Hanno fallito con i tribunali”, che hanno a più riprese bocciato sia il ‘muslim ban’ che la separazione delle famiglie; e “hanno fallito con il Congresso”, che nega i fondi per innalzare il muro al confine con il Messico e ora contesta l’emergenza nazionale decretata dal presidente; “e ora sono furiosi” – e pericolosi -.

La Nielsen paga l’inefficacia delle scelte dell’Amministrazione, che ha pure tagliato gli aiuti ai Paesi dell’America centrale da cui arrivano i migranti – Guatemala e Honduras soprattutto -, senza incidere sui flussi: é il capro espiatorio di scelte altrui, che lei aveva però condiviso o che, almeno, non aveva mai messo in discussione. Trump le rimproverava di non avere trovato modi più creativi per garantire la sicurezza della frontiera ed era stato pure infastidito dai suoi viaggi all’estero mentre al confine perdurava quella che lui considera un’emergenza. C’è pure chi afferma che la Nielsen non avesse mai imparato a gestire i rapporti con il presidente, che la percepiva come una maestrina che gli dava lezioni. Minacce di siluramento, e lettere di dimissioni, c’erano già state in passato.

Eppure, la Nielsen se l’era pure vista brutta, per essere leale al suo presidente. Nel giugno 2018, era stata verbalmente aggredita da una piccola folla inferocita mentre cenava in un ristorante messicano – scelta non proprio felice -: i manifestanti le contestavano le separazioni dei bambini dei genitori. Lei restò silenziosa e impassibile: una ‘strega di ghiaccio’, appunto. Di cui, ora, Trump s’è disfatto.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+