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Biesse - Ifg

Capita di avere la percezione dell’irrilevanza dei media, specie quelle tradizionali, e dell’inutilità dei giornalisti, perché siamo nell’era della ‘disintermediazione’, che è una di quelle parole così lunghe e difficili che, quando l’hai detta o scritta, la gente ha già cambiato canale o ha ‘cliccato’ altrove. Capita, di solito, quando ci si trova con giovani vecchi o con vecchi che vogliono essere giovani o fra cultori della democrazia diretta che è illiberale quanto è invece liberale la democrazia rappresentativa.

Però, capita pure, a volte, di avere la percezione che i media e i giornalisti sono ancora rilevanti, non solo per consentire di dare una gerarchia all’informazione straripante, ma anche e soprattutto per raccontare realtà non percepite, per aiutarle a essere conosciute e riconosciute. Una condizione è che i media siano sfrontati, senza linee di demarcazione tra old e new, ma integrando tradizione e innovazione, e che i giornalisti sappiano interpretare tutti i ruoli del loro mestiere, che non è più soltanto di informare, ma anche di comunicare.

Considerazioni suggerite dalla tavola rotonda svoltasi la scorsa settimana all’Ifg in collaborazione con Biesse Group – Linda Caglioni ne riferisce a pagina 7 -. Nell’occasione, presenti colleghi ed amici giornalisti di grande professionalità e autorevoli testate, diversi usciti dalla nostra scuola, i discorsi intrecciavano due orgogli: quello dell’azienda di successo, la Biesse, e quello della scuola che si sforza di dare ai suoi praticanti gli strumenti per affrontare tutte le professioni del giornalismo di questo scorcio del XXI Secolo, senza perdere l’entusiasmo del giornalismo artigianale. In comune, il sentimento del lavoro ben fatto, come nella Chiave a stella di Primo Levi.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+