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Usa - Coats, intelligence
January 29, 2019 - Washington, District of Columbia, U.S. - Director CHRISTOPHER WRAY, Federal Bureau of Investigation (FBI), Director GINA HASPEL, Central Intelligence Agency (CIA), and Director DANIEL COATS, Office of the Director of National Intelligence (ODNI) stand as they testify before the United States Senate Select Committee on Intelligence during an open hearing on ''Worldwide Threats'' on Capitol Hill. (Credit Image: © Martin H. Simon/CNP via ZUMA Wire)

Serioso come un tedesco, dotato di sense of humour come un inglese, si diceva nelle barzellette Anni 50. Ai tempi della globalizzazione, i seriosi sono i cinesi e gli ironici i russi. Per crederci, basta guardare come la stampa di Mosca e di Pechino reagisce al rapporto che il gran capo dell’intelligence Usa Dan Coats ha fatto al Senato martedì scorso: le minacce all’America vengono dai cattivi del Mondo, la Cina e la Russia, ma anche la Corea del Nord, che veste i panni dell’agnello, e l’Isis, bastonato, ma non eliminato.

In realtà, Coats e i suoi colleghi di Cia ed Fbi parlavano più a Trump che a Putin e a Xi: volevano dirgli che il pericolo per gli Usa non è l’Iran, come il presidente sostiene. Cinesi e russi, però, prendono per buona la parte che li riguarda. Così, il Global Times, voce della Cina in inglese, spiega in dettaglio perché le accuse di cyber-spionaggio fatte a Pechino, specie alla Huawei, siano infondate. Invece, Russia Today ci sorride sopra: “L’Iran bene, la Corea male, i russi sono ovunque”; e aggiunge: “Mosca e Pechino, i soliti sospetti”, che evoca la battuta finale di Casablanca. Chissà se scientemente.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+