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Onu - Consiglio di Sicurezza - seggio
January 3, 2019 - New York, NY, United States - The United Nations Secretary-General's Special Representative for Somalia Nicholas Haysom is seen during a Security Council meeting regarding the situation in Somalia. Mr. Haysom's appearance before the Council took place after the Somali government declared him persona non grata and he was forced to leave Somalia. (Credit Image: © Albin Lohr-Jones/Pacific Press via ZUMA Wire)

Che bella idea!, un seggio permanente per l’Unione europea nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu: gli europeisti più convinti, i federalisti nel solco di Spinelli ne sognano e ne parlano dagli albori dell’integrazione; e, nel 1993, quando nacque l’Unione europea, qualcuno s’illuse che la speranza potesse diventare progetto. Utopia, almeno fin quando non ci sarà una politica estera comune europea: a deciderla, devono essere i governi; le Istituzioni non ne hanno il potere.

Del resto, l’architettura dell’Onu prevede che i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, dotati di diritto di veto, siano le potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale, che – non a caso – sono pure le potenze nucleari ‘legittime’: Stati Uniti, Russia – ex Urss -, Cina, Gran Bretagna e Francia.

L’Europa è già sovra-rappresentata: non si tratterebbe di aggiungere uno strapuntino, ma piuttosto di sovrapporre il seggio europeo a quello francese – ora che la Gran Bretagna se ne va -.

Tentativi di riforma del Consiglio di Sicurezza si sono susseguiti, specie dagli Anni Novanta, e sono tutti abortiti: Giappone, Germania, Italia e ‘medie potenze’ come India, Pakistan, Brasile e altri, non avevano l’obiettivo di penetrare nel Gotha del diritto di veto, ma di rendere più frequente la loro rotazione fra i membri non permanenti.

Non se n’è mai fatto nulla. E la stagione dei sovranismi non è la più favorevole a trovare un accordo per modificare la governance mondiale: il rischio è che chi ha già il potere se ne prenda di più. Altro che maggiore condivisione.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+