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Opec - Qatar
DOHA, April 18, 2016 (Xinhua) -- Saudi Oil Minister Ali al-Naimi (C) arrives for the Organization of Petroleum Exporting Countries (OPEC) and non-OPEC oil producers meeting at Doha Sheraton Hotel in Doha, capital of Qatar, April 17, 2016. (Xinhua/Nikku) (Credit Image: © Xinhua via ZUMA Wire)

A forza di tirargli le pietre, il Qatar fa un atto di coraggio e getta il suo sasso nella pozza di petrolio della politica energetica mondiale: dal primo gennaio 2019 uscirà dall’Opec, il cartello che regola scelti e prezzi dei Paesi produttori (15 finora), al fine di garantire una remunerazione adeguata a chi investe nel settore petrolifero”, nel segno della stabilità di ricavi e approvvigionamenti.

La decisione arriva a sorpresa tre giorni prima del vertice in cui, giovedì a Vienna, l’Organizzazione, insieme alla Russia e ad altri partner, dovrebbe decidere tagli alla produzione per tenere su i prezzi. Il mix delle due novità ha ieri innescato un’impennata dei corsi del petrolio.

L’annuncio del Qatar e la mossa dell’Opec arrivano mentre Trump è in crociata per fare ancora scendere i prezzi e Putin per tenerli su. Russia e Arabia Saudita intendono estendere fino al 2019 l’accordo per gestire il mercato petrolifero, noto come Opec+: ne hanno parlato Putin e il principe ereditario saudita bin Salman a margine del G20 di Buenos Aires.

Il Qatar è dal giugno 2017 in aperto conflitto con quattro Stati arabi – Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain ed Egitto -, che gli hanno posto un embargo commerciale, accusandolo di sostenere il terrorismo (e, soprattutto, di essere amico dell’Iran).

Il comunicato che annuncia l’uscita dall’Opec non fa però cenno a queste tensioni: il ministro dell’Energia Saad al-Kaabi parla di decisione “tecnica e strategica”, nega che la scelta sia funzione di questioni politiche o del boicottaggio economico e indica il “desiderio dell’Emirato di focalizzare gli sforzi nello sviluppo dell’industria del gas, implementando il piano per accrescere la produzione di Gnl da 77 a 110 milioni di tonnellate l’anno”.

Il Qatar continuerà a produrre petrolio – è l’11° produttore dell’Opec, di cui fa parte deal 1961 -, ma punterà soprattutto sul gas naturale liquefatto, di cui è il primo produttore ed esportatore mondiale: “Non abbiamo un grande potenziale petrolifero – dice il ministro – … Il nostro potenziale è il gas”.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+