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Usa - midterm - Alexandria
August 8, 2018 - New York City, New York, US - Democratic primary winner Alexandria Ocasio-Cortez, the progressive darling of American politics, takes questions from concern constituents in the Parkchester section of The Bronx, New York on August 8, 2018. Ocassio-Cortez listened to and addressed concerns of constituents in the NY-14 congressional district, the seat that she she hopes to represent in the U.S. Congress. (Credit Image: © G. Ronald Lopez/ZUMA Wire)

Alexandria, 29 anni, newyorchese di belle speranze, ha il problema che molte giovani donne hanno quando lasciano la loro famiglia e la loro città per affrontare le incognite d’una nuova avventura professionale: fino a quando non incasserà il suo primo stipendio, non può pagarsi l’affitto; e sta cercando una sistemazione di fortuna.

Il problemuccio di Alexandria è però divenuto un caso nazionale, negli Stati Uniti, perché lei è Alexandria Ocasio-Cortez, la più giovane donna mai eletta al Congresso, liberal e rampante. Martedì scorso, nel voto di midterm, la candidata democratica ha stravinto il suo collegio nel Bronx con il 78% dei suffragi, dopo avere battuto nelle primarie, in una competizione ben più serrata, il deputato in carica Joseph Crowley, che dal 2004 nessuno aveva mai sfidato.

Quando la Ocasio-Cortez ha raccontato al New York Times di non aver i soldi per pagarsi  l’affitto a Washington – fino al 2019, niente paga: il Congresso si riunirà il 3 gennaio -, quelli della Fox, che di certo non la amano, le hanno fatto i conti in tasca o, meglio, le pulci al guardaroba. Ed Henry, uno degli anchor della all news conservatrice, s’è pubblicamente chiesto se la neo-deputata fosse sincera, visto che “si fa fotografare con vestiti da migliaia di dollari”.

Lei, su Twitter, ha subito replicato: gli abiti del servizio fotografico le erano stati prestati; e ha ribadito: “Sto solo cercando di trovare il modo di tirare avanti fino a gennaio”. Ad arrangiarsi, Alexandria è abituata: origini portoricane – il nonno è stato una delle vittime dell’uragano Maria -, orfana di padre quand’era ancora adolescente, la mamma che faceva le pulizie a ore, è arrivata all’Università e alla laurea guadagnandosi borse di studio.

La storia della deputata senza soldi per l’affitto è arrivata fino alla Bbc, oltre che suscitare una ridda di commenti sui social, dove molti la vivono con empatia come la vicenda tipica d’una ‘millennial’ – la prima al Congresso -. Educatrice per formazione, cattolica, le capita di scrivere su America, la rivista dei gesuiti.

Della Ocasio-Cortez si parla, e molto, a New York e negli Usa da giugno, cioè da quando sconfisse nelle primarie Crowley, il doppio della sua età e da 19 anni in Congresso. Estromettendolo, Alexandria fece un involontario favore a Nancy Pelosi: Crowley, infatti, era il favorito per succedere alla deputata della California alla guida dei democratici (che sono di nuovo maggioranza alla Camera).

La Ocasio-Cortez, che si batte per i diritti degli Lgbt e che marcia contro la ‘tolleranza zero’ nei confronti dei migranti e delle loro famiglie, è un volto nuovo di un partito vecchio, che sta mutando e che sta mettendo il suo destino nelle mani delle donne: di Hillary Clinton nelle presidenziali 2016; forse della Pelosi, se sarà speaker della Camera, nei prossimi due anni di confronto / scontro con l’Amministrazione Trump; e forse di Elizabeth Warren, senatrice del Massachussetts, potenziale candidata liberal a Usa 2020.

Ma Hillary, Nancy, Elizabeth sono due generazioni avanti ad Alexandria, che ha dalla sua la gioventù e le origini ispaniche – è una ‘due volte diversa’ -. Il successo nelle primarie mise a nudo le difficoltà e le debolezze della vecchia guardia del partito democratico, che non esce dalla crisi di credibilità che, in tutto l’Occidente, affligge i partiti tradizionali e, soprattutto, i loro ‘establishments’. La Ocasio-Cortez, che aveva fatto campagna nel 2016 per Bernie Sanders e che esce dalle fila dei Democratic Socialists for America, prova che è il momento d’un avvicendamento generazionale, razziale, ideologico – e di genere -.

L’affitto a Washington di qui a fine gennaio è l’ultimo dei suoi veri problemi: in fondo, potrà arrivare nella capitale federale all’ultimo momento – da New York, è un’ora d’aereo – e, alla peggio, troverà da fare couchsurfing per qualche settimana. Al Congresso, sarà uno dei relativamente pochi democratici a concentrarsi sul lavoro legislativo e a non avere ambizioni per il 2020: le presidenziali, le prossime, arrivano troppo presto per lei. Ma, magari nel 2028, fra una decina di anni, la troveremo di sicuro in lizza.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+