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Usa - Onu - Grenell
05 October 2018, Schleswig-Holstein, Kiel: Richard Grenell, US Ambassador to Germany, speaking during the Germany Day of the Young Union (JU). Grenell acknowledged the close relations between Germany and the USA, but at the same time reaffirmed the demands made by US President Trump to Germany and the EU. (Credit Image: © Daniel Bockwoldt/DPA via ZUMA Press)

Allora è vero che, se sei una donna, spuntarla può essere più difficile, anche quando – o forse proprio perché – quel posto da otto anni è sempre stato tenuto da una donna. In lizza per succedere come rappresentante degli Usa all’Onu a Nikki Haley, le cui dimissioni, annunciate dieci giorni or sono, hanno fatto sorpresa e scalpore, c’era una short list di cinque nomi, quattro donne e un uomo. Ebbene, ora pare che il favorito sia l’unico uomo, Richard ‘Ric’ Grenell, ambasciatore a Berlino, diplomatico spigoloso ed a vario titolo controverso, a favore del quale gioca – secondo Politico.com – l’esperienza dei sette anni trascorsi al Palazzo di Vetro.

Nulla è ancora deciso: il presidente Donald Trump s’è impegnato a fare una scelta entro fine mese. Ma la stampa americana dà Grenell, attualmente ambasciatore a Berlino, in pole position, dopo avere puntato a caldo su Dina Powell, 45 anni, già vice-consigliere per la sicurezza nazionale, attualmente a Goldman Sachs.

Citata anche Heather Nauert, portavoce del Dipartimento di Stato, ex conduttrice della Fox News, che potrebbe però subentrare come portavoce della Casa Bianca a Sarah Sanders, di cui si dice che starebbe per lasciare. La Nauert, 48 anni e la famiglia a New York, era stata scelta da Rex Tillerson, ma è stata confermata e promossa da Mike Pompeo: lo staff di Trump la considera brava a spiegare e sostenere la politica estera dell’Amministrazione.

Altre donne in lizza sono Kelly Knigh Craft, 56 anni, e Jamie McCourt, 64 anni, rispettivamente ambasciatori degli Usa in Canada e in Francia. E c’era pure Ivanka Trump, la ‘prima figlia’, fra i nomi venuti fuori di primo acchito per il dopo Haley; ma il papà presidente, a malincuore, s’è reso conto di non poterla proprio nominare, anche se – ha detto – sarebbe “eccezionale” in quel ruolo.

All’inizio, Trump pareva riluttante a spostare Grenell da Berlino, dove – parola di presidente – “sta facendo bene”: “non lo vorrei muovere”, dato che non esita a fare sentire alla cancelliera Merkel tutta la conflittualità della sua Amministrazione.

A fare cambiare idea a Trump su Grenell, 52 anni, sarebbe stato il passato di portavoce degli Usa all’Onu: tenne l’incarico più a lungo di chiunque altro, dal 2001 al 2008, per tutti e due i mandati del presidente George W. Bush. Meno felice la sua esperienza ‘politica’: fu brevemente portavoce di politica estera e si sicurezza nazionale di Mitt Romney, candidato repubblicano alla Casa Bianca nel 2012.

Resistette nel ruolo poche settimane, poi la campagna lo giudicò troppo scomodo e controverso: non è escluso che l’imbarazzo nei suoi confronti fosse almeno in parte dovuto al fatto che Grenell, repubblicano dichiarato, è apertamente gay e vive con il suo partner Matt Lashey. Ma l’ambasciatore è anche pochissimo diplomatico quando usa Twitter – in questo, fa quasi concorrenza a Trump – e quando espone la sua ‘agenda’.

Il Senato confermò la scelta di Grenell come ambasciatore a Berlino con una larga maggioranza – votarono per lui anche alcuni democratici -, ma dopo avere tenuto la nomina in naftalina per mesi. Nel giugno scorso, l’ambasciatore in Germania disse a Breitbart News, media di destra: “Io voglio assolutamente appoggiare le forze conservatrici, i leader conservatori in Europa”. La dichiarazione non fu apprezzata né in Germania né altrove: la Vecchio Europa è ancora affezionata all’immagine un po’ datata d’ambasciatori che non s’immischiano nella politica interna (noi in Italia sappiamo dagli Anni Cinquanta che non sempre è vero).

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+