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Usa: Onu, Grenell è il favorito per il ‘dopo Haley’

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 20/10/2018

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Allora è vero che, se sei una donna, spuntarla può essere più difficile, anche quando – o forse proprio perché – quel posto da otto anni è sempre stato tenuto da una donna. In lizza per succedere come rappresentante degli Usa all’Onu a Nikki Haley, le cui dimissioni, annunciate dieci giorni or sono, hanno fatto sorpresa e scalpore, c’era una short list di cinque nomi, quattro donne e un uomo. Ebbene, ora pare che il favorito sia l’unico uomo, Richard ‘Ric’ Grenell, ambasciatore a Berlino, diplomatico spigoloso ed a vario titolo controverso, a favore del quale gioca – secondo Politico.com – l’esperienza dei sette anni trascorsi al Palazzo di Vetro.

Nulla è ancora deciso: il presidente Donald Trump s’è impegnato a fare una scelta entro fine mese. Ma la stampa americana dà Grenell, attualmente ambasciatore a Berlino, in pole position, dopo avere puntato a caldo su Dina Powell, 45 anni, già vice-consigliere per la sicurezza nazionale, attualmente a Goldman Sachs.

Citata anche Heather Nauert, portavoce del Dipartimento di Stato, ex conduttrice della Fox News, che potrebbe però subentrare come portavoce della Casa Bianca a Sarah Sanders, di cui si dice che starebbe per lasciare. La Nauert, 48 anni e la famiglia a New York, era stata scelta da Rex Tillerson, ma è stata confermata e promossa da Mike Pompeo: lo staff di Trump la considera brava a spiegare e sostenere la politica estera dell’Amministrazione.

Altre donne in lizza sono Kelly Knigh Craft, 56 anni, e Jamie McCourt, 64 anni, rispettivamente ambasciatori degli Usa in Canada e in Francia. E c’era pure Ivanka Trump, la ‘prima figlia’, fra i nomi venuti fuori di primo acchito per il dopo Haley; ma il papà presidente, a malincuore, s’è reso conto di non poterla proprio nominare, anche se – ha detto – sarebbe “eccezionale” in quel ruolo.

All’inizio, Trump pareva riluttante a spostare Grenell da Berlino, dove – parola di presidente – “sta facendo bene”: “non lo vorrei muovere”, dato che non esita a fare sentire alla cancelliera Merkel tutta la conflittualità della sua Amministrazione.

A fare cambiare idea a Trump su Grenell, 52 anni, sarebbe stato il passato di portavoce degli Usa all’Onu: tenne l’incarico più a lungo di chiunque altro, dal 2001 al 2008, per tutti e due i mandati del presidente George W. Bush. Meno felice la sua esperienza ‘politica’: fu brevemente portavoce di politica estera e si sicurezza nazionale di Mitt Romney, candidato repubblicano alla Casa Bianca nel 2012.

Resistette nel ruolo poche settimane, poi la campagna lo giudicò troppo scomodo e controverso: non è escluso che l’imbarazzo nei suoi confronti fosse almeno in parte dovuto al fatto che Grenell, repubblicano dichiarato, è apertamente gay e vive con il suo partner Matt Lashey. Ma l’ambasciatore è anche pochissimo diplomatico quando usa Twitter – in questo, fa quasi concorrenza a Trump – e quando espone la sua ‘agenda’.

Il Senato confermò la scelta di Grenell come ambasciatore a Berlino con una larga maggioranza – votarono per lui anche alcuni democratici -, ma dopo avere tenuto la nomina in naftalina per mesi. Nel giugno scorso, l’ambasciatore in Germania disse a Breitbart News, media di destra: “Io voglio assolutamente appoggiare le forze conservatrici, i leader conservatori in Europa”. La dichiarazione non fu apprezzata né in Germania né altrove: la Vecchio Europa è ancora affezionata all’immagine un po’ datata d’ambasciatori che non s’immischiano nella politica interna (noi in Italia sappiamo dagli Anni Cinquanta che non sempre è vero).

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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