Home Medio Oriente Onu: Libia, non confondere la malattia con la terapia

Onu: Libia, non confondere la malattia con la terapia

Scritto per Il Fatto Quotidiano dello 08/09/2018

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Lettore – Il Consiglio di Sicurezza dell’ Onu ha riconosciuto il governo di unità nazionale di al-Serraj come solo governo legittimo della Libia, altrettanto fece la Ue. Qualora tale governo venga spazzato via, vuole dire che queste organizzazioni internazionali contano politicamente meno del due di briscola. Del resto, l ‘inefficienza dell’ Onu è stata ampiamente dimostrata dal massacro di Srebrenica le cui vittime non ricevettero, come promesso, la protezione di questo inutile organismo internazionale. Fanno più danni di un asteroide che cade sulla Terra.

Caro Maurizio, i dinosauri sparirono dalla faccia della Terra, ammesso che sia stato per effetto della caduta di un asteroide, prima che le Nazioni Unite, l’Unione europea e qualsiasi forma di diplomazia multilaterale venissero inventate. Non attribuiamo loro responsabilità che non hanno; e non confondiamo la malattia con la terapia, magari inefficace.

Il caos libico non l’ha creato l’ Onu; e la Libia, Stato che non è nazione, non l’ha inventata l’ Onu. L’ Onu, magari, ha la responsabilità di non riuscire a mettere ordine. Ma non è mica facile: come l’ Ue, l’ Onu deve spesso giocare contro i propri Stati membri.

Il governo al-Serraj  è stato riconosciuto, perché, nel Consiglio di Sicurezza, nessuno ha posto il veto. Ma, poi, gli stessi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, che hanno diritto di veto, fanno scelte fra di loro diverse e talora in contrasto con l’avvenuto riconoscimento del governo al-Serraj: assenteisti gli Stati Uniti, disposti persino ad affidarsi a una cabina di regia italiana; interventista la Francia, a fianco del ‘grande nemico’ del premier al-Serraj, il generale Haftar; presenzialista, ma senza dare troppo nell’occhio, e comunque dalla parte di Haftar, la Russia; alla finestra, per il momento, la Cina e la Gran Bretagna, che fu invece interventista nel 2011.

E’ un po’ quel che accade nell’Ue quando i governi non trovano ’accordo sulla politica da fare, ad esempio in tema di migrazioni, e poi se la prendono con le Istituzioni comunitarie perché non agiscono. Il che non vuole dire che l’Onu, o l’Ue, o le altre sigle della diplomazia multilaterale funzionino bene: Somalia, Ruanda, Srebrenica sono grani di un rosario di fallimenti negli Anni Novanta.

Ma spesso gli tocca aggiustare di giorno quello che gli Stati membri disfano la notte. E quando gli capita d’essere nel posto giusto al momento giusto, a Srebrenica, trovano un comandante sul terreno che preferisce voltare la testa da un’altra parte.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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