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Trump - Omarosa
February 1, 2017 - Washington, District of Columbia, US - United States President Donald J. Trump (R) speaks beside Director of Communications for the Office of Public Liaison Omarosa Manigault (L) during a meeting on African American History Month in the Roosevelt Room of the White House in Washington, DC, USA, 01 February 2017. Credit: Michael Reynolds / Pool via CNP ........- NO WIRE SERVICE - Photo: Michael Reynolds/Consolidated/dpa (Credit Image: © Michael Reynolds/DPA via ZUMA Press)

E’ possibile, anzi è probabile, che Omarosa Onee Manigault Newman, 44 anni, sia una persona che è meglio non avere come collega sul lavoro ed è rischioso avere come partner nella vita, a giudicare dalle pessime referenze che riceve – “la peggiore assunzione mai fatta”, disse di lei la responsabile del personale di Al Gore: lei era una giovincella e lui il vice-presidente degli Stati Uniti – e da tutte le sue turbinose vicende professionali e personali.

Ma, di certo, Donald Trump e la sua Amministrazione fanno di tutto per farla apparire una vittima e rendere credibile quello che racconta nel suo libro appena uscito, ‘Unhinged’, squilibrato, o svitato, se preferite. Il magnate presidente pare avere un sesto senso per assumere le persone sbagliate, visto quante ne licenzia, e ha pure il ‘vizietto’ di cercare di comprare il silenzio di collaboratori potenzialmente vendicativi o di più o meno presunte ‘amichette’. Ma sottovaluta l’altrui astio, salvo poi scoprire che Michael Cohen, l’avvocato paraninfo, registrava le sue conversazioni con il cliente ‘futuro presidente’; e che Omarosa registrava tutte le conversazioni che poteva alla Casa Bianca: non per nulla, nel 2013, erano finita nella lista dei personaggi più cattivi della tv Usa.

La vicenda tiene banco a Washington, nell’attesa della sentenza nel processo a Paul Manafort, l’ex capo della campagna di Trump – può essere uno snodo del Russiagate -, mentre i giornali che la Casa Bianca tratta da ‘fake news media‘ gli fanno la guerra e 60 figure rispettate dell’intelligence Usa uniscono le forze contro il presidente per solidarietà con John Brennan.

Nell’ultima registrazione diffusa, di cui danno notizia Politico.com e tutti i maggiori media Usa, Lara Trump, la nuora del presidente, e sua consigliere per la campagna elettorale – è moglie di Eric, il terzo rampollo di casa Trump -, offre ad Amarosa, appena licenziata dalla Casa Bianca, un posto da 15mila dollari al mese – sono tanti, pure negli Usa -: per la Manigault, che la rifiutò, l’offerta era un tentativo di comprare il suo silenzio.

La registrazione è una delle molte già uscite in settimana, la prima dopo che la campagna di Trump ha presentato un esposto contro Omarosa, accusandola di avere violato un accordo di riservatezza firmato nel 2016, quando lavorava per la campagna. Il documento avalla una delle affermazioni controverse contenute nel libro, cioè che, dopo essere stata licenziata dalla Casa Bianca, la donna ricevette un’offerta di lavoro da 15mila dollari da barattare con il suo silenzio.

Oltre ad avere lavorato per il vice-presidente Gore ed avere avuto diverse esperienze professionali – anche come pastore – e personali – pure tragiche: un fratello ucciso, un fidanzato morto improvvisamente -, Omarosa ha partecipato in più fasi e al reality show ‘The Apprentice’ condotto da Trump sulla Nbc, è stata una fervente sostenitrice del magnate candidato e ne divenne direttrice della Comunicazione dell’Ufficio per i contatti col pubblico della Casa Bianca. Nel dicembre 2017, il capo dello staff John Kelly la licenziò: lui non la sopportava, gli altri la detestavano. La mossa fu avallata da Trump, che però temeva le risorse rivendicative della sua ex ‘apprendista’.

Che, nel frattempo, l’8 aprile, s’era pure sposata, per la seconda volta, con un pastore della Florida, John Allen Newman: cerimonia nella Presidential Ballroom dell’hotel di Trump a Washington; e sessione fotografica – rimasta segreta – alla Casa Bianca.

Messa alla porta, Omarosa non rimase con le mani in mano: s’è messa a scrivere ed è tornata in tv, partecipando all’ennesimo reality, un Grande Fratello edizione Celebrità – dove se l’è cavata bene, arrivando a essere uno dei cinque finalisti -.

L’uscita del libro, che rivela un intreccio d’inganni e menzogne alla Casa Bianca, dove funziona solo l’ala gestita dalla first lady Melania, è stata ‘lanciata’ fornendo ai media le prime registrazioni. Trump se l’è presa: in un tweet, ha definito la Manigauld “cane” e “feccia pazza e piagnucolosa”. Ma la storia non finisce qui: per il NYT, Omarosa potrebbe avere segretamente registrato 200 audio, mentre era in servizio alla Casa Bianca.

La donna sostiene pure che Trump avrebbe usato la parola ‘nigger’ (fortemente dispregiava) durante le riprese di The Apprentice. Affermazioni che hanno pure messo in difficoltà la portavoce della Casa Bianca Sarah Huckabee Sanders, che, per sviare le critiche di razzismo dal presidente, non potendo mettere la mano sul fuoco su quanto da lui detto “perché non sono sempre presente”, ha osservato che “Trump se la prende con gente d’ogni colore” e ha affermato che “questa Amministrazione ha già creato tre volte più posti di lavoro per afro-americani che l’Amministrazione Obama”. Dato puntualmente smentito dal fact checking dei media Usa.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+