CONDIVIDI
Conte - Trump - Casa Bianca

Meglio di così, il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte non poteva neppure sognarsi che il suo esordio alla Casa Bianca andasse: tutto bene, forse persino troppo bene, ché tanti complimenti Donald Trump non li aveva finora riservati a nessun ospite. E l’avvocato premier s’è forse fatto prendere dall’entusiasmo ed ha a sua volta riempito di elogi il magnate presidente: c’è il rischio che, d’ora in poi, nei consessi europei l’Italia sia “l’amica dell’America”, una ‘quinta colonna’ dell’alleato in questo momento scomodo e bizzoso, che punta a dividere i partner per garantirsi maggiore potere negoziale con ciascuno di essi.

La sintonia tra Usa e Italia, o almeno la sintonia tra Trump e Conte, si basa sul fatto che entrambi sono “outsider” della politica – dice il presidente – ed entrambi rappresentano “il cambiamento – dice il premier -. E la sintonia è particolarmente forte sulla chiusura ai migranti: in queste ore, Trump ha un conto aperto con il Congresso, che non gli dà i soldi per costruire il muro al confine con il Messico, e, prendendo ad esempio l’Italia e addirittura l’Impero romano, che non c’entra nulla, ma fa colpo, minaccia di chiudere le frontiere e pure l’Amministrazione federale, per forzare la mano a deputati e senatori.

C’è stato un colloquio ristretto, poi un incontro allargato, infine la conferenza stampa congiunta. Trump ha salutato il suo “nuovo amico”, si è congratulato ancora una volta per l’ “eccezionale vittoria elettorale”, che “ha emozionato anche gli americani”, ha esaltato l’Italia per avere esaltato la propria “sovranità”. Conte contraccambia dicendosi “invidioso” dei numeri della crescita Usa ed elogiando la riforma fiscale negli Stati Uniti e impegnandosi a fare qualcosa d’analogo in Italia; e non si smarca da Trump neppure quando l’americano critica la Germania e attacca l’Iran.

Oltre che sull’emigrazione, c’è intesa sull’avvio di un dialogo strategico tra Italia e Usa, una cabina di regia per la stabilizzazione della Libia e la sicurezza nel Mediterraneo, dove Trump dà a Conte un ruolo di leadership. Il punto di maggiore frizione, forse l’unico che emerge fin dalle battute d’apertura della conferenza stampa, è la Tap, che Trump vuole (anche in funzione anti-tedesca), mentre Conte ne riconosce l’importanza e l’impatto, ma non dà via libera.

Elogi e promesse sono a getto continuo “Spero che tutti seguano l’esempio dell’Italia… Una nazione forte deve avere confini forti… Raccomando che si facciano investimenti in Italia: un grande posto con bella gente”… Salvo poi azzeccare l’unica cifra della conferenza stampa – 31 miliardi di dollari il disavanzo commerciale degli Usa nei confronti dell’Italia – e annunciare azioni per ridurlo (ma l’Italia vuole salvaguardare l’export agroalimentare).

Quando i giornalisti americani contestano al loro presidente d’avere danneggiato, al G7 e alla Nato, i rapporti con gli alleati, Conte viene in suo soccorso: parla di “proficui scambi” nei due Vertici e giudica “del tutto ragionevoli” le posizioni americane, di cui si farà “latore” con gli altri europei (come se loro non fossero presenti).

Sul fronte commerciale, la missione di Conte era stata spianata dalla ‘tregua dei dazi’ raggiunta, pochi giorni or sono, da Trump e dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Nella conferenza stampa, il magnate e l’avvocato mettono la sordina agli screzi. Così, le sanzioni alla Russia “restano”, dice Trump, ma “siamo d’accordo che Mosca gioca un ruolo essenziale ed escluderla non è utile”, aggiunge Conte; la Tap sarà oggetto di approfondimenti a livello locale, precisa Conte, ma Trump ne sottolinea l’utilità energetica ed ambientale; e gli F35 “sono decisioni che risalgono al 2002”, ricorda il premier

The following two tabs change content below.
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+