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La politica non c’entra probabilmente nulla: questa è, forse, solo una tappa della crisi senza fondo dei media tradizionali. Una settimana dopo avere accusato Donald Trump di “aperto tradimento”, per l’incontro col presidente russo Vladimir Putin, il Daily News si ritrova con il direttore cacciato e mezza redazione licenziata. Martedì 17, il tabloid era uscito con il solito titolo a caratteri cubitali e un disegno di Putin a petto nudo: sotto l’insegna Quinta Strada, il russo dava la mano a Trump, che, con la mano libera, puntava una pistola contro lo Zio Sam.

Con una mail circolare allo staff superstite, una quarantina di giornalisti, l’editore, la società Tronc, proprietaria, tra l’altro, del Chicago Tribune, del Baltimore Sun, dell’Orlando Sentinel e di vari altri media, ha annunciato che d’ora in poi il giornale si concentrerà su notizie di “cronaca nera e giudiziaria e di responsabilità pubblica”. Tronc, che ha venduto a giugno il Los Angeles Times, vuole cambiare il nome, spesso oggetto di giochi di parole, e tornare a essere la Tribune Publishing.

Il Daily News è stato una voce chiave dell’informazione newyorchese per circa un secolo e ha vinto 11 premi Pulitzer – l’ultimo nel 2017 -. La notizia dei tagli non è stata un fulmine a ciel sereno: c’erano state avvisaglie, anche da parte del direttore uscente Jim Rich, che ieri ha scritto “Se avete in odio la democrazia e se pensate che il potere deve potere agire indisturbato e nell’oscurità, allora oggi è un buon giorno per voi”.

Il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, un democratico, invita l’editore a rivedere le sue decisioni, che riguardano anche l’edizione online e i social.

Le vendite e gli incassi del tabloid stanno scemando da anni: nel triennio 2014/’16, il calo dei ricavi era stato del 22% e il giornale aveva già ridotto lo staff. L’editore intende trasformare il Daily News in un’azienda “davvero digitale”: il programma è “Abbiamo già fatto molto, dobbiamo fare di più”. Il nuovo direttore è Robert York, finora direttore del Morning Call di Allentown, in Pennsylvania, dello stesso gruppo editoriale.

L’anno scorso, aveva fatto scalpore la notizia che il Daily News era passato di mano per un dollaro: Tronc aveva pagato la simbolica cifra al miliardario immobiliare Mort Zuckerman che a sua volta aveva acquistato il tabloid nel 1993 per 36 milioni di dollari.

Con l’avvento di Internet, il giornale ha vissuto tutte le tappe della crisi dell’editoria tradizionale: tiratura scesa dai due milioni di copie degli Anni Quaranta (un record negli Usa) a poche centinaia di migliaia, pubblicità in calo, debiti, licenziamenti.

Voce della classe lavoratrice, rivale del New York Post di Rupert Murdoch, il Daily News nacque all’avanguardia: quando uscì nel 1919, era il primo giornale negli Usa in formato tabloid. Celebre per le pagine sportive, la cronaca nera e il gossip, il Daily News aveva vinto l’ultimo Pulitzer insieme a ProPublica per una serie di servizi sugli abusi della polizia.

Il passaggio a Tronc era una sorta di ‘ritorno a casa’. Il fondatore del quotidiano, Joseph Medill Patterson, e suo cugino, Robert McCormick, erano i proprietari del Chicago Tribune e il gruppo Tribune aveva gestito la testata fino al 1991. L’ingresso di Tronc aveva limitato l’influenza politica di Zuckerman, animato da una spiccata antipatia per Donald Trump coltivata in anni di guerre dell’immobiliare a Manhattan.

Pagando un dollaro, Tronc, oltre la testata, s’era assicurato il 100% della proprietà delle tipografie di Jersey City e il 49,9% di 10 ettari con vista sullo skyline di Manhattan, ma anche oneri stimati decine di milioni di dollari tra spese operative e debiti pregressi.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+