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Germania fuori dai Mondiali e ai margini dell’Unione

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 28/06/2018

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Nel giorno in cui viene buttata fuori dai Mondiali in Russia, la Germania si chiama fuori dall’intesa sulla ripartizione dei migranti della Lifeline. Al Vertice europeo di oggi e domani, a Bruxelles, Angela Merkel, la cancelliera che da 13 anni ne è indiscussa protagonista, e spesso dominatrice, arriva ostaggio: non di partner dell’Ue, come pure le è spesso successo, ma di un alleato di governo a Berlino.

La riunione che doveva stemperare le tensioni sui migranti nell’esecutivo, tra la linea “morbida” della cancelliera e quella “dura” del ministro dell’Interno, Horst Seehofer, leader della Csu bavarese, partito ‘fratello’ della Cdu della Merkel, si chiude con un nulla di fatto. E Seehofer subordina l’avallo della ridistribuzione dei profughi della Lifeline al sequestro della nave

A incontro concluso, la leader dei socialdemocratici, Andrea Nahles, non esclude nuove elezioni. E il presidente tedesco, Frank-Walter Steinmeier, anch’egli socialdemocratico, considera “smodati” gli attacchi nella Grosse Koalition e le minacce di rottura del blocco conservatore Cdu/Csu. Ma Seehofer ha paura di perdere le elezioni d’autunno in Baviera sulla questione migranti e pensa d’arginare il partito xenofobo e neo-nazista AfD (Alternativa per la Germania), rincorrendolo sul terreno dei respingimenti.

Il ministro dell’Interno della Merkel chiede di potere respingere i migranti verso i Paesi da cui provengono e progetta di chiudere le frontiere, se non ci sarà un accordo al Vertice tra oggi e domani. Ma un’intesa completa a tutta Ue è praticamente impossibile: lo dimostra proprio l’epilogo della vicenda della Lifeline, sbloccata da otto Paesi ‘volenterosi’. La Merkel, infatti, pensa a intese su scala bilaterale o tra gruppi di Paesi, come ventilato nel pre-Vertice a 16 di domenica scorsa.

Uno degli scenari di cui si parla con preoccupazione è la “chiusura delle frontiere tra Germania e Austria e tra Austria e Italia“: l’intenzione di Vienna, che dal 1° luglio avrà la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue, e che ha un ministro dell’Interno ‘leghista’, Heinz-Christian Strache, crea difficoltà pure a Seehofer e spinge a cercare soluzioni che “riducano drammaticamente” la pressione dei migranti sull’Italia. Ma sui risultati non c’è da farsi illusioni.

I capi di Stato e di governo dell’eurozona si preparano a un accordo minimo sul completamento dell’Unione bancaria e sulla riforma dell’Unione economica e monetaria. La bozza di conclusioni s’articola in cinque punti e non contiene riferimenti alle proposte più ambiziose, come un bilancio per la zona euro, discusse la settimana scorsa dalla Merkel e da Macron e contestate da varie parti.

Durante la cena del Consiglio europeo, la Merkel e Macron faranno rapporto sul rispetto da parte della Russia degli accordi di Minsk sul cessate il fuoco nell’Est dell’Ucraina. Non ci sarà discussione politica, essendo il rinnovo delle sanzioni delegato a organi di gestione dell’Ue. Ma l’Italia chiede che siano ripristinati i finanziamenti della Bei e della Bers alle piccole e medie imprese russe.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Twitter

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