CONDIVIDI
Germania - Mondiali - Ue - migranti
German fans sad on the tribune, dejected, disappointed, disappointment, preliminary round, group F, game 43, on 06/27/2018 in Kazan, Kazan Arena. Football World Cup 2018 in Russia from 14.06. - 15.07.2018. | usage worldwide (Credit Image: © Frank Hoermann/Sven Simon/DPA via ZUMA Press)

Nel giorno in cui viene buttata fuori dai Mondiali in Russia, la Germania si chiama fuori dall’intesa sulla ripartizione dei migranti della Lifeline. Al Vertice europeo di oggi e domani, a Bruxelles, Angela Merkel, la cancelliera che da 13 anni ne è indiscussa protagonista, e spesso dominatrice, arriva ostaggio: non di partner dell’Ue, come pure le è spesso successo, ma di un alleato di governo a Berlino.

La riunione che doveva stemperare le tensioni sui migranti nell’esecutivo, tra la linea “morbida” della cancelliera e quella “dura” del ministro dell’Interno, Horst Seehofer, leader della Csu bavarese, partito ‘fratello’ della Cdu della Merkel, si chiude con un nulla di fatto. E Seehofer subordina l’avallo della ridistribuzione dei profughi della Lifeline al sequestro della nave

A incontro concluso, la leader dei socialdemocratici, Andrea Nahles, non esclude nuove elezioni. E il presidente tedesco, Frank-Walter Steinmeier, anch’egli socialdemocratico, considera “smodati” gli attacchi nella Grosse Koalition e le minacce di rottura del blocco conservatore Cdu/Csu. Ma Seehofer ha paura di perdere le elezioni d’autunno in Baviera sulla questione migranti e pensa d’arginare il partito xenofobo e neo-nazista AfD (Alternativa per la Germania), rincorrendolo sul terreno dei respingimenti.

Il ministro dell’Interno della Merkel chiede di potere respingere i migranti verso i Paesi da cui provengono e progetta di chiudere le frontiere, se non ci sarà un accordo al Vertice tra oggi e domani. Ma un’intesa completa a tutta Ue è praticamente impossibile: lo dimostra proprio l’epilogo della vicenda della Lifeline, sbloccata da otto Paesi ‘volenterosi’. La Merkel, infatti, pensa a intese su scala bilaterale o tra gruppi di Paesi, come ventilato nel pre-Vertice a 16 di domenica scorsa.

Uno degli scenari di cui si parla con preoccupazione è la “chiusura delle frontiere tra Germania e Austria e tra Austria e Italia“: l’intenzione di Vienna, che dal 1° luglio avrà la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue, e che ha un ministro dell’Interno ‘leghista’, Heinz-Christian Strache, crea difficoltà pure a Seehofer e spinge a cercare soluzioni che “riducano drammaticamente” la pressione dei migranti sull’Italia. Ma sui risultati non c’è da farsi illusioni.

I capi di Stato e di governo dell’eurozona si preparano a un accordo minimo sul completamento dell’Unione bancaria e sulla riforma dell’Unione economica e monetaria. La bozza di conclusioni s’articola in cinque punti e non contiene riferimenti alle proposte più ambiziose, come un bilancio per la zona euro, discusse la settimana scorsa dalla Merkel e da Macron e contestate da varie parti.

Durante la cena del Consiglio europeo, la Merkel e Macron faranno rapporto sul rispetto da parte della Russia degli accordi di Minsk sul cessate il fuoco nell’Est dell’Ucraina. Non ci sarà discussione politica, essendo il rinnovo delle sanzioni delegato a organi di gestione dell’Ue. Ma l’Italia chiede che siano ripristinati i finanziamenti della Bei e della Bers alle piccole e medie imprese russe.

The following two tabs change content below.
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+