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Usa - Migranti - Melania - parka

C’è la forma, come mi vesto, con il parka o meno, e c’è la sostanza, che cosa faccio. Ma ci sono pure casi in cui la forma è sostanza. Le scelte di guardaroba della first lady Melania Trump in missione umanitaria al confine tra Texas e Messico aprono sui media Usa un dibattito in cui s’intrecciano gossip e filosofia (un po’ d’accatto).

Di certo, per essere una modella il capo da indossare stavolta l’ha scelto in modo molto discutibile: andare a incontrare i bambini separati dai loro genitori all’ingresso negli Stati Uniti con un parka con su scritto sulla schiena “Non me ne importa proprio nulla. E a te?” (“I really don’t care. And you?”) diventa un tormentone e un boomerang, dove la forma fa velo alla sostanza.

Si parla più di quel giaccone verde tre quarti, sportivo, con un’arricciatura in vita, indossato sopra pantaloni bianchi, che del significato della missione della first lady. Eppure, sembra escluso che Melania volesse fare sapere che non le importa nulla dei bambini: se fosse così, le sarebbe bastato non andare a trovarli.

E’ stata una scelta casuale?, come fa intendere la sua portavoce Stephanie Grisham. O ce l’aveva col marito?, con cui da domenica sembra parlarsi più per messaggi e gesti pubblici che in privato. Donald Trump garantisce di no: la moglie ce l’aveva coi “fake news media“. Quel messaggio vuol dire che “Melania ha imparato quanto sono disonesti i media e davvero non le importa più”. Sarà, ma non suona giusto.

Il parka con la scritta che fa discutere Melania ce l’aveva giovedì, mentre lasciava la Casa Bianca e s’imbarcava per il Texas. Si tratta – indicano vari media americani – d’un capo non costoso (39 $) di una nota catena globale di abbigliamento. La Grisham cerca di spostare l’attenzione dalla forma alla sostanza: “E’ una giacca. Non c’era nessun messaggio nascosto – in effetti, era palese, ndr -. Dopo la visita in Texas, spero che i media non scelgano di concentrarsi sul suo abbigliamento”. Invece, lo fanno.

Molti ritengono improbabile che la first lady, nota per le scelte di guardaroba attente e raffinate, molto spesso griffate, possa essersi messa addosso il parka con leggerezza. Se un messaggio, però, c’era, il significato e il destinatario restano controversi.

Così come le scelte dell’Amministrazione sui figli dei migranti, che non dovrebbero più essere separati dai genitori all’entrata nell’Unione, dopo la marcia indietro del presidente su questo punto. Ma il Pentagono si prepara a ospitare in alcune sue basi – tre in Texas e una in Arkansas – sino a 20 mila minori non accompagnati entrati negli Usa illegalmente, mentre i bimbi restituiti alle famiglie sarebbero appena 500 sugli oltre 2300 separati dai genitori da maggio a oggi. Le agenzie federali starebbero lavorando per accelerare il processo, che va per ora a rilento.

Sul fronte politico, Trump critica sia i democratici che i repubblicani. L’opposizione – dice – racconta “false storie di tristezza e dolore, sperando che ciò l’aiuti nelle elezioni” di midterm, fissate al 6 novembre. E i repubblicani “dovrebbero smetterla di sprecare tempo sull’immigrazione”, almeno fino al voto, perché “potremo approvare una grande legge” dopo la ‘valanga’ di novembre.

Lui dà l’esempio: invece di pensare alla riforma dell’immigrazione, conduce guerre dei dazi a Est, all’Ue, e a Ovest, alla Cina.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+