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migranti - separazione - bambini
June 18, 2018 - McAllen, Texas, U.S. - In this photo provided by U.S. Customs and Border Protection, people who've been taken into custody related to cases of illegal entry into the United States, sit in one of the cages at a facility in McAllen, Texas, Sunday, June 17, 2018. (Credit Image: © U.S. Customs and Border Protection via ZUMA Wire)

Melania è tornata, ma sta dall’altra parte del muro anti-migranti, anzi del nuovo muro che ormai divide l’America: quella delle mamme e dei ‘liberals’ che non sopportano l’idea dei bambini separati dai genitori, siano pure migranti illegali – storie da Schindler’s List del XXI Secolo -, e quella di quanti invocano la Bibbia a sostegno di scelte atroci, ignorando la lezione di Salomone (Libro dei Re, 3 16/28) che sapeva riconoscere la vera madre d’un bimbo conteso dall’amore che gli portava.

Le cronache riferiscono di duemila bimbi separati dai genitori illegalmente entrati negli Usa dal Messico e si soffermano su alcune vicende particolarmente commoventi. La first lady, da poco uscita da un lungo periodo post-operatorio senza sortite pubbliche, che aveva alimentato le ipotesi più fantasiose sulla sua sorte, sceglie il giorno della Festa del Papà in America per dire che “odia vedere bambini separati dalle loro famiglie” e che spera che repubblicani e democratici “possano concordare una riforma dell’immigrazione positiva”.

Parlando alla Cnn, la sua portavoce Stephanie Grisham aggiunge che “Melania crede che dobbiamo essere un Paese che segue tutte le leggi ma anche un Paese che governi col cuore”, mentre l’Amministrazione Trump applica la ‘tolleranza zero’. Nel sud del Texas, una neonata sarebbe stata strappata al seno della madre, una honduregna, che l’allattava. Un papà arrivato pure dall’Honduras si è ucciso in cella dopo essere stato separato dalla moglie e dal figlio di tre anni. Il Boston Globe scrive che le autorità dicono ai genitori che la separazione serve per fare il bagno ai figli, che però, dopo essere stati presi in custodia, non vengono più restituiti.

La prese di posizione politica della ‘first lady’, un’immigrata anch’essa – è di origine slovena -, che considera l’aiuto ai bambini la priorità della sua piattaforma sociale ‘Be best’, ne ha fatto una sorta d’icona ‘liberal’. La vicenda dei bambini separati dai genitori tiene banco sui media, con immagini delle tendopoli dove i bimbi vivono accampati e delle proteste di molti attivisti ed esponenti dem.

Dopo Melania, pure Laura Bush ha condannato la separazione delle famiglie di migranti. La moglie dell’ex presidente George W. Bush, sempre ostile a Trump, definisce sul WP la pratica “crudele, immorale e straziante”. Tace invece Ivanka, la ‘prima figlia’ del magnate presidente. Proprio il WP, che elogia Melania, cerca di stanarla con un editoriale: “Dov’è Ivanka, che rivendica la famiglia come suo portafoglio?”.

Contrario all’isolamento dei bambini lo speaker repubblicano della Camera, Paul Ryan che vuole una legge sull’immigrazione. “Barbarica” per la leader democratica Nancy Pelosi, la tolleranza zero crea sconcerto anche fra i conservatori, inclusi alcuni potenti gruppi religiosi pro-Trump.

Giorni fa, aveva fatto scalpore la dichiarazione della portavoce di Trump Sarah Sanders Huckabee, che, difendendo l’Amministrazione, aveva detto: “Questa è la legge ed è secondo la Bibbia fare rispettare la legge”. La Sanders, che smentisce le voci d’un imminente abbandono del posto, ha consuetudine con la Bibbia, essendo figlia di Mike Huckabee, pastore protestante, ex governatore dell’Arkansas, più volte candidato alla nomination repubblicana alla Casa Bianca; ed è una mamma con una bimba che va all’asilo.

Scende in campo pure l’Onu, la cui voce, però, negli Usa è flebile. “E’ inaccettabile e crudele” separare i figli dai genitori che entrano illegalmente Usa, dice da Ginevra l’Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani Zeid Raad al-Hussein, un giordano, aprendo una sessione del Consiglio per i diritti umani. “Che uno Stato cerchi di dissuadere i genitori compiendo tali abusi sui bambini è inammissibile”.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+