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Corea - Singapore - Vertice - successo
June 12, 2018 - Singapore - Assemble members of the press watch television screens at the International Media Center as US President Donald Trump and Kim Jong-un, chairman of the Workers' Party of Korea (WPK) and chairman of the State Affairs Commission of the Democratic People's Republic of Korea (DPRK), sign an agreement their bilateral summit. (Credit Image: © Paul Miller via ZUMA Wire)

Quando gli opposti reagiscono allo stesso modo, qualcosa di vero sotto ci dev’essere. Il Cremlino e i democratici all’opposizione nel Congresso di Washington avvertono all’unisono che “il diavolo”, nell’ accordo ieri sottoscritto dai presidenti Usa Donald Trump e nordcoreano Kim Jong-un, “è nei dettagli”. Che non ci sono.

Charles Schumer, leader dei democratici al Senato, contesta all’Amministrazione repubblicana d’avere rinunciato a “una leva rilevante” nei futuri negoziati sulla denuclearizzazione. E la Russia, in sintonia con la Cina, rilancia la formula dei negoziati a sei: le due Coree, Usa e Giappone, appunto Russia e Cina. Mosca e Pechino hanno voglia, e fretta, di rientrare nel gioco.

Sul New York Times, Nicholas Kristof scrive addirittura che Trump è stato “raggirato” da Kim: gli ha fatto concessioni senza avere niente in cambio. Trump – sostiene Kristof – “non ha ottenuto nulla che si avvicini” ai vantaggi previsti dall’accordo nucleare con l’Iran, da lui denunciato, che imponeva a Teheran di rinunciare al 98% del suo uranio arricchito.

La Nord Corea può sostenere che, con i suoi test nucleari e missilistici, Kim abbia costretto Trump ad accettarlo come partner nucleare, a fornirgli garanzie di sicurezza e a cancellare le esercitazioni con la Sud Corea – oggetto da anni di proteste -..

Kim, dal canto suo, ha ribadito l’impegno a una futura denuclearizzazione, espresso fin dal 1992. Ma non c’è un calendario di smantellamento del programma nucleare, non ci sono verifiche, non c’è la distruzione dei missili balistici intercontinentali e non c’è nemmeno l’esplicita promessa d’uno stop permanente ai test nucleari.

Ora, è senz’altro meglio negoziare con Kim piuttosto che scambiarsi quotidianamente minacce e vedersi passare saltuariamente sulla testa un missile nordcoreano, potenzialmente munito d’ogiva nucleare. Ma resta “francamente bizzarro” – il virgolettato è di Kristof – vedere il presidente Usa che un giorno attacca il premier canadese e il giorno dopo abbraccia “il leader del Paese più totalitario del mondo”.

Tutti sono consci che quello di Singapore è un accordo sul mettersi d’accordo, senza dettagli né scadenze. Le reazioni sono però positive da ogni dove: sviluppo positivo, passo importante, momento di pace storico. A Seul, il presidente Moon Jae-in spera “di chiudere l’ultimo conflitto della Guerra Fredda e di scrivere una nuova storia di pace e di cooperazione nella penisola”. Tokyo è pronta a “colloqui diretti” con Pyongyang.

Aneddotica sul Vertice – ricchissima – a parte, l’impressione è che Trump e Kim si siano lasciati esattamente là dove si sono incontrati: il loro Vertice non ha suggellato la fine di una trattativa, ma ne ha segnato l’inizio. Il documento finale impegna a lavorare verso la completa denuclearizzazione della penisola coreana, facendo sforzi congiunti per “costruire una pace duratura e stabile”. Trump offre, per accompagnare il processo, “garanzie sulla sicurezza”.

Fatto il Vertice, soddisfatto l’ego del presidente e del dittatore, il negoziato può iniziare: su ogive e missili, sanzioni e aiuti, non sul cerimoniale della recita di Singapore, com’è finora stato. Trump s’aspetta ora di trattare con l’Iran, ma quella è un’altra storia: Kim ha la bomba, Teheran non ancora.

C’è poi un punto di domanda sulle manovre militari congiunte con la Corea del Sud, sospese – dice Trump – perché “troppo costose”. I comandi militari non hanno ancora ricevuto ordini in merito, ma è certo questione di ore.

 

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+