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Corea - Vertice - Singapore
June 10, 2018 - Singapore, Singapore - Hong Kong-based Kim Jung-Un impersonator Howard X, and Trump lookalike Dennis Alan seen having photos taken with the singaporean locals as the real US president Donald Trump and the North Korean leader Kim Jung Un touched down in Singapore for their historic summit. (Credit Image: © Sion Ang/SOPA Images via ZUMA Wire)

Da un Vertice all’altro: Donald Trump, sabato sera, aveva fretta di lasciare il G7 in Canada per raggiungere Singapore, dove domani incontrerà il leader nord-coreano Kim Jong-un: Trump fa qualcosa mai riuscito, o tentato, da nessuno dei suoi predecessori. Gli occhi del Mondo – lo dice Kim al premier di Singapore Lee Hsien Loong – sono puntati sull’evento: un momento di snodo possibile tra tensione e distensione in Estremo Oriente, minaccia (nucleare) e denuclearizzazione.

E, infatti, il Vertice di Singapore sarà seguito da oltre 3000 giornalisti e operatori dei media: al G7, erano di meno. L’appuntamento è fissato alle 9 del mattino, le tre di notte in Italia. Il nordcoreano è in città dalla mattina di ieri, l’americano è arrivato a tarda sera con un volo non stop di17 ore: sulla sua rotta, l’AirForceOne ha sorvolato Venezia.

Trump, che s’affida molto alla chimica personale, crede che gli basteranno cinque minuti per capire se la cosa può funzionare: lui e Kim hanno tratti in comune, sono entrambi egocentrici e irascibili. Ma con due protagonisti così impulsivi e imprevedibili, nulla è scontato.

Molti fanno il tifo perché l’incontro di Singapore sia un successo. I primi sono proprio Trump, che vuole migliorare la sua immagine internazionale e coltiva ambizioni di Nobel per la Pace; e Kim, che ha bisogno di un allentamento delle sanzioni e di un flusso di aiuti per migliorare le condizioni di vita nel Paese.

Le speranze di successo sono condivise dagli alleati degli Usa nell’Area: la Corea del Sud, il cui presidente Moon Jae-in è il vero artefici della distensione coreana, e il Giappone. E dai ‘padrini’ della Corea del Nord, Cina e Russia: Pechino e Mosca si sono date molto da fare perché il Vertice, sovente a rischio, si svolga (e Putin assicura che Kim è pronto a essere costruttivo).

Costruttivo forse, di modiche pretese no di sicuro. Il dittatore alloggia in una suite di oltre 300 mq, che costa 8.000 dollari a notte. La lussuosa sistemazione, all’hotel cinque stelle St. Regis, è dottata d’una vasca idromassaggio e una palestra, un pianoforte a coda e lampadari di cristallo di Boemia. Le pareti sono decorate da opere d’arte di pregio, tra cui uno Chagall.

Chi pagherà il conto? Il premier di Singapore ha messo a carico della città-Stato le spese del Vertice – si stima 20 milioni di dollari -. L’hotel di Kim è una goccia nel mare. Lee gongola per la visibilità che Singapore sta ottenendo in questo frangente ed è riconoscente a Kim, che ha proposto a Trump d’incontrarsi qui.

Un presidente americano e un leader nord-coreano non si sono mai incontrati: Bill Clinton, a fine mandato, ci pensò seriamente, ma non condusse in porto il progetto. E Trump ha una voglia matta di raggiungere un accordo con Kim, riuscendo là dove decenni di diplomazia ortodossa non sono riusciti.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+