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Trump - Dowd - Russiagate

Gli avvocati come i consiglieri: invece di ascoltarne i pareri, Trump si disfa di quelli che non lo assecondano in tutto e per tutto. Così, John Dowd, suo legale personale, se ne va di punto in bianco: il capo del team che segue il Russiagate toglie il disturbo perché Trump ignora i suoi consigli e non è d’accordo sulla strategia da tenere nell’indagine condotta dal procuratore speciale Robert Mueller.

La goccia che fa traboccare il vaso è la decisione del presidente di mettersi in squadra un avvocato più aggressivo, Joseph di Genova, che lo asseconda nel desiderio di vedere il procuratore Mueller, mentre Dowd gli ha sempre chiesto di non farlo. Trump, dal canto suo, non fa mistero di avere ormai perso fiducia in Dowd e nei suoi metodi.

John Maguire Dowd, 77 anni, non è un avvocato qualsiasi: ha esperienze nell’Amministrazione, oltre che nell’apparato legale dei marines, ed è uno dei massimi conoscitori dei cosiddetti “crimini dei colletti bianchi”. La sua fama risale a casi di corruzione nel mondo del baseball negli Anni ’80 e ’90. Trump lo assunse, con Ty Cobb, nel giugno 2017, ma prima di Natale l’intesa s’era già incrinata.

Suggellando la rottura, il presidente ha ieri ribadito la disponibilità a darsi ascoltare da Mueller, “Mi piacerebbe rispondere alle sue domande”, ha detto. Secondo la stampa Usa, Trump è stato più volte sul punto di fare saltare Mueller, da lui nominato dopo avere decapitato, sempre causa Russiagate, l’Fbi, licenziandone prima il capo James Comey e, recentemente, il numero due Andrew McCabe.

Il Russiagate, cioè l’inchiesta sulle collusioni tra la campagna presidenziale di Donald Trump ed emissari del Cremlino, s’è intanto arricchito di un nuovo filone: il procuratore speciale sta infatti indagando sui legami tra la campagna di Trump e la Cambridge Analytica, la società che usò i dati di 50 milioni di utenti Facebook a fini politici – dietro l’operazione, c’era l’ex guru di Trump Steven Bannon -. Collaboratori di Mueller cercano di capire come la campagna del magnate acquisì i dati e come li abbia utilizzati, specie negli Stati in bilico.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+