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Donald jr - India
February 21, 2018 - Kolkata, West Bengal, India - US President Donald Trump son Donald Trump Jr (second from left) poses for photo session in a City hotel during the visit Trump Tower in Kolkata. (Credit Image: © Saikat Paul/Pacific Press via ZUMA Wire)

Pare un fachiro su un letto di chiodi, Donald Trump jr, nel suo percorso indiano. Uomo di gaffe, senza avere la noncuranza del padre, si presenta così: “Sono qui come uomo d’affari, non parlo a nome di nessuno”, per sottrarsi alla polemiche su una missione d’affari ‘familiare’, mentre sei il figlio del presidente degli Stati Uniti. Poi si piange addosso: “Con l’elezione di mio padre, stiamo perdendo milioni di dollari in tutto il mondo”, dice a The Times of India –ci credo!, se il business è nelle sue mani-. Infine, sciorina tutto il suo tatto: parlando delle prospettive degli affari in Asia, afferma che “l’India è un posto migliore della Cina“, perché “qui la gente sembra più onesta”.

Il figlio maggiore del magnate presidente è qui per questioni immobiliari, specialità di famiglia. Inseguito dalle polemiche – il Los Angeles Times denuncia “problemi etici” nella sua missione da commesso viaggiatore della Trump Organization – , ha ieri deciso di cancellare in extremis una conferenza di politica internazionale che doveva fare al ‘Global Business Forum’ di Mumbai, presente il premier indiano Narendra Modi, riducendola a una “chiacchierata” con un giornalista.

La missione di Donald jr, coinvolto in patria nel Russiagate e già venuto alla ribalta altre volte per sortite infelici, rilancia le polemiche sul familismo di Trump, che s’è portato alla Casa Bianca la ‘prima figlia’ Ivanka e il ‘primo genero’ Jared Kushner, finanziere ebreo, consigliere speciale per il Medio Oriente –tuttora privo del nulla osta dell’Fbi per l’accesso a informazioni riservate-. Il presidente spesso delega ai familiari ruoli di rappresentanza: alla chiusura dei Giochi in Corea del Sud c’è Ivanka, ‘la prima figlia’ contro ‘la prima sorella’ del dittatore nord-coreano Kim, presente all’inaugurazione.

Trump è stato in India sei giorni per promuovere progetti immobiliari della Trump Organization, di cui è vice-presidente. Quando s’è saputo che stava per ‘ridisegnare’, sia pure in un discorso, “le relazioni indo-pacifiche”, nel segno della “nuova era della cooperazione”, Robert Menendez, senatore, capofila democratico nella Commissione Esteri, ha scritto all’ambasciatore a New Delhi Kenneth Juster, per esprimere preoccupazione: “Trump Jr avrebbe dato l’impressione di parlare a nome del padre”, mentre lui – contrariamente a Ivanka e a Jared – non ha ruolo per farlo.

La nota di Menendez ha colto nel segno, nota il quotidiano Hindustan Times: la conferenza è stata derubricata e il conferenziere ‘declassato’ s’è presentato come un Signor Nessuno. Che ha comunque progetti immobiliari ambiziosi in varie città indiane e che farebbe soldi a palate senza un padre alla Casa Bianca: chi pensa che quello sia un vantaggio fa solo “congetture sballate”, perché la Trump Organization “ha scelto, per scongiurare potenziali conflitti etici, di non firmare accordi con partner fuori dagli Usa fintanto che mio padre sarà presidente”. Quindi, “stiamo rispedendo al mittente proposte di affari per centinaia di milioni di dollari”.

Eppure, Donald jr venerdì ha inaugurato a Guragram, a sud di New Delhi, un lussuoso progetto, denominato Trump Towers, con appartamenti di valore altissimo per il mercato indiano, vicini o ben oltre il milione di dollari. L’india è nel cuore, oltre che nel portafoglio dei Trump: c’era già venuta a novembre Ivanka, per partecipare ad Hyderabad al ‘Global Entrepreneurship Summit’. Oltre che a Mumbai e a Gurugram, Donald jr ha avuto incontri immobiliari a Kolkata e a Pune.

Con i figli in giro per il Mondo, il magnate presidente sta già pensando alla ‘sua’ parata militare, l’11 novembre, il Veteran Day. E mentre l’inchiesta sul Russiagate ruota per il momento intorno a due pesci grossi della sua campagna, Paul Manafort e Rick Gates, Trump fa l’ennesima piroetta sulle armi facili: “Spingerò per maggiori controlli, mettendo grande enfasi sulla salute mentale. Aumento dell’età a 21 anni e fine delle vendite di bump stock!”. Così è, fino al prossimo tweet. L’amarezza del giorno gliela dà il golf: chiudere una vertenza per un club in Florida gli costa quasi 5 milioni e mezzo di dollari.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+