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Emma Watson, classe 1990, una laurea alla Brown in letteratura inglese e una carriera da attrice in costante evoluzione. È uno dei personaggi femminili da tenere d’occhio in questo 2018 – anno di grandi rivincite in rosa – non per le sue doti istrioniche quanto per il suo enorme impegno come femminista.

Da streghetta della saga di Harry Potter, a Goodwill Ambassador per l’ONU ne ha fatta di strada! Tutti la ricordano come Hermione Granger, la caparbia e coraggiosa secchioncella uscita dalla penna di J.K.Rowling, ma mai come oggi quel ruolo sembra esserle stato cucito addosso. Nel 2014 è stata infatti nominata ambasciatrice di buona volontà dall’UN Women, l’ente delle Nazioni Unite che si occupa di empowerment femminile e uguaglianza di genere. E, da quel momento, non ha più smesso di occuparsi di gender equality. Ha visitato lo Zambia, il Malawi e il Bangladesh, battendosi per la promozione dell’educazione femminile in questi paesi e soprattutto per porre fine al dramma delle spose bambine, ancora diffusissimo.

Emma Watson in missione per l’UN Women in Malawi

Al grido di “Se non io, chi? Se non ora, quando?” la sua campagna di solidarietà #HeForShe ha mobilitato centinaia di migliaia di uomini e donne in questa causa comune verso la parità.  L’obiettivo era, ed è, coinvolgere in prima linea gli uomini e molte insigni personalità, da Barack Obama a Matt Damon, non hanno esitato a schierarsi.

Parallelamente ha dato vita ad altre iniziative come “OurSharedShelf”, ovvero “il nostro scaffale condiviso”, un book club digitale, incentrato sui temi dei diritti delle donne.

Emma Watson e l’ultimo libro di    Our Shared Shelf (fonte Instagram)

Da un semplice tweet nel gennaio 2016, sfruttando le potenzialità del web e dei social, si è innescata una reazione a catena che ha visto proliferare gruppi di lettura in tutto il mondo. Il primo libro scelto è stato “My life on the road” di Gloria Steinem, la giornalista statunitense resa famosa dall’inchiesta sotto copertura come coniglietta di Playboy nel 1963. Una scelta affatto casuale, considerando l’impegno sociale e politico profuso per oltre mezzo secolo dalla Steinem. Quest’ultima è inoltre tra le organizzatrici di una nuova marcia delle donne che replicherà quella dello scorso anno tenutasi a Washington.

Di recente l’abbiamo vista sfilare in nero sul red carpet dei Golden Globes, in segno di solidarietà con le vittime di molestie e abusi sessuali, dopo gli scandali nel mondo del cinema scoppiati col caso Weinstein. Con lei anche l’attivista Marai Larasi, direttore esecutivo dell’organizzazione Imkaan, che combatte la violenza contro donne e minoranze etniche e con cui ha collaborato nell’ultimo anno.

Il suo è un femminismo moderno, maturo e senza isterie, in definitiva un modello d’ispirazione per molti, donne e uomini, perché tutti noi, ora, possiamo fare qualcosa. Nel 2014 aveva dichiarato: “Chi è questa tipa di Harry Potter? E che diavolo ci sta facendo a parlare all’ONU? Buona domanda. Mi sono chiesta la stessa cosa. Tutto quello che so è che mi importa di questo problema e che voglio far sì che le cose migliorino”.

L’Illuminista: Laura Annese, Alessia Brazzova, Mariateresa Gasbarrone, Giorgia Isabella Tripaldi, Beatrice Vecchiarelli

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