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berlusconi
© foto Facebook @SilvioBerlusconi

Ricorrerà alla fine di gennaio il ventiquattresimo anniversario della discesa in campo di Silvio Berlusconi, fondatore, leader e simbolo di Forza Italia. Eppure il quattro volte presidente del Consiglio torna ancora al centro della scena politica italiana, dicendosi pronto a riprendere la guida del Governo. Quel che è certo è che il leader di Forza Italia si presenta, politicamente parlando, come un uomo per tutte le stagioni e per questo imprevedibile nelle sue mosse, pronto a giocare su più tavoli sia in campagna elettorale sia nella complicata partita post-elettorale per la formazione di una maggioranza parlamentare e di un Esecutivo.

Sebbene faccia mostra di tenere all’unità del centrodestra con Lega e Fratelli d’Italia, con cui tuttavia dissente su alcuni punti del programma, non si può escludere a priori che dopo il voto sconfessi questa alleanza, portando i suoi parlamentari in dote ad un Governo di larghe intese col Pd. Soprattutto in questa seconda ipotesi, che potrebbe servire a scongiurare la nascita di un Governo a guida M5S, si concretizzerebbe quel ruolo di “argine ai populismi” che in molti auspicano per Berlusconi. Tra questi vi sono anche due storici critici dell’ex premier come Eugenio Scalfari, che ha dichiarato di preferire il leader di Forza Italia se ci fosse un ballottaggio tra quest’ultimo e Luigi Di Maio, e l’ex direttore dell’Economist Bill Emmott, secondo cui Berlusconi non sarebbe più inadatto a guidare l’Italia, ma potrebbe anzi salvarla se formasse una maggioranza di governo con il Pd in chiave anti-grillina.

I Cinque Stelle sono il più grave pericolo per il futuro dell’Italia dal dopoguerra. La loro finta democrazia diretta maschera, come tutti sanno, il potere effettivo di pochissime persone. @ilfoglio_it pic.twitter.com/8GwQEoQayt

Berlusconi, da parte sua, si dice sicuro di ottenere il voto di molti italiani delusi dalla politica, che, a suo dire, preferiranno la sua esperienza all’incompetenza che afferma di riscontrare negli esponenti del Movimento 5 Stelle. I grillini sono criticati anche in quanto professionisti della politica, accusa che da sempre l’ex premier rivolge agli avversari di turno, rivendicando il suo passato da uomo nuovo prestato alla politica dopo l’esperienza nel mondo dell’impresa.

Tuttavia, una duplice spada di Damocle pende sul capo di Berlusconi: da un lato l’età ormai avanzata,che potrebbe alla lunga rivelarsi limitante, dall’altro la sua condizione di incandidabilità per effetto della legge Severino del 2012, che ne ha anche comportato la decadenza da senatore nel 2013, dopo una condanna definitiva a quattro anni per frode fiscale. Lo scorso 22 novembre la Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo ha preso in esame il ricorso presentato dai legali di Berlusconi contro quelle decisioni, ma l’eventuale sentenza riabilitativa non dovrebbe arrivare in tempo per il 4 marzo.

Per questo l’aspirazione dell’ex Cavaliere di tornare a Palazzo Chigi appare velleitaria, ma in ogni caso il suo nome sarà comunque presente sul simbolo di Forza Italia, con evidenti ricadute in termini di appeal elettorale. In ogni caso è certo che Berlusconi si spenderà in prima persona in ciò che sa fare meglio, ovvero condurre una campagna elettorale, pronto a far pesare in maniera determinante i i suoi voti nel Risiko parlamentare che si aprirà dopo il 4 marzo.

Non esiste un simbolo del centro-destra, esistono i simboli dei singoli movimenti politici, e il nostro sarà ovviamente la bandiera di Forza Italia. Alla quale – contro la mia volontà – i nostri dirigenti hanno voluto aggiungere il mio nome. @ilfoglio_it pic.twitter.com/ZaT3SfbXXT

— Silvio Berlusconi (@berlusconi) 8 gennaio 2018

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