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Cronaca - Giovani

Il prossimo 4 marzo in Italia si terranno le elezioni 2018 per Camera e Senato. Vista la campagna elettorale appena iniziata, abbiamo proposto un sondaggio anonimo online, a diffusione casuale, ai giovani tra i 18 e i 30 anni, per capire il loro rapporto con la politica. Su 96 risposte, l’86% degli utenti è intenzionato a votare. Eppure, a meno di tre mesi dalle elezioni, la stragrande maggioranza dei partiti non sembra avere programmi indirizzati a questa porzione d’elettorato. La campagna elettorale, del resto, è iniziata in sordina. Le coalizioni sono ancora in divenire e così i rispettivi programmi.

L’incertezza

La confusione non riguarda solo i leader politici, che vedono le fronde spezzarsi, l’incubo della Sinistra divisa, della Destra in cerca di alleati, dei Radicali ospitati al momento dal democristiano Tabacci. Le ultime novità elettorali sono sconosciute ai diciottenni, che non hanno idea di cosa sia il Rosatellum Bis. Tra tutte le fasce d’età che hanno partecipato al sondaggio, solo il 44% ha risposto correttamente alla domanda per cosa si votasse, mentre la maggior parte dei ragazzi non ha ben chiara la situazione. C’è chi pensa di votare alle elezioni 2018 “per la scelta del Presidente del Consiglio” o per “il Partito Democratico”. Il 13,5% afferma espressamente non saperlo, mentre l’11,4% ha dato risposte completamente errate.

Tra Pasolini e l’influenza

Tornando all’86% che andrà alle urne, tra i motivi per cui ha scelto un determinato partito il 47% ha risposto che voterà chi realmente lo rappresenta, il 17% il “meno peggio”, l’11% sceglierà un partito avversario a quello che non vogliono al governo e il restante ancora non lo sa. C’è chi cita Pasolini, chi Wikipedia; qualcuno si lancia in lunghe apologie del M5S, per evangelizzare chi si occupa del sondaggio. Molti sono determinati ad attendere la capitolazione dei leader, prima di esprimersi: “preferisco vedere (…) quanto in basso cadranno alcuni partiti con certe critiche infantili”. Altri sono convinti di non aver più libertà di voto: “influenza e la suggestione mediatica compromettono la mia libertà di scelta e la mia scelta libera”. “Sono contro gli extracomunitari” scrive un intervistato, mentre un ultimo conclude laconico: “ogni fazione è imbastardita e priva di coerenza ai miei occhi.”

La Svolta Buona

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