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Sport

Dal 9 al 25 febbraio si terranno le Olimpiadi invernali a Pyeongchang, in Corea del Sud. La città si trova a 80 km dal confine con la Corea del Nord. Il presidente del Coni Giovanni Malagò infatti ha dichiarato: “Stanotte non ho dormito perché c’è un signore che in Corea del Nord si diverte a sparare missili sopra al Giappone”, e si è detto poi preoccupato per le dinamiche che questo comporta e per tutte le persone che saranno coinvolte nei Giochi olimpici. Infatti a prescindere dall’organizzazione sudcoreana, che metterà a disposizione 5000 soldati a protezione dell’evento, garantendo anche la sicurezza informatica da eventuali attacchi hacker, l’Italia ha previsto un proprio piano di evacuazione per gli atleti nel caso in cui la Corea del Nord non rispettasse la tregua concordata con l’ONU.

Portatori del tricolore per l’Italia saranno la pattinatrice Arianna Fontana e Florian Planker, giocatore di hockey, per le Paralimpiadi che si terranno dal 9 al 18 Marzo. L’obiettivo della nazionale è migliorare il risultato di Sochi 2014, quando vinse 2 argenti e 6 bronzi. Ora si punta a conquistare dieci medaglie, sperando anche nell’ oro. Tra i favoriti la pattinatrice Carolina Kostner, Arianna Fontana per lo short track e Dominik Paris, Peter Fill, Cristoff Innerhofer e Sofia Goggia nello sci.

Dopo otto anni di blackout la Rai ha trovato un accordo per l’acquisizione dei diritti audiovisivi con Discovery Channel per la trasmissione in chiaro di queste Olimpiadi. Nonostante la diretta sia ridotta a 100 ore e sfavorita da fuso orario di 8, Malagò si è detto felice che i Giochi tornino a disposizione del pubblico dopo che in questi anni di mancanza sono stati trasmessi a pagamento sulle piattaforme di Sky e Mediaset Premium.

Gli auspici generali sotto cui sono nate queste Olimpiadi non sono però dei migliori: oltre la minaccia della Nord Corea, il CIO ha escluso la Russia per doping. Gli atleti risultati negativi ai test potranno comunque partecipare ai Giochi come individui neutrali, ossia non rappresentando la Russia, il cui medagliere resterà a zero. Al clima già teso si aggiungono le preoccupazioni dei paesi, alcuni dei quali come Stati Uniti, Francia, Germania e Austria non si dicono ancora sicuri di lasciar partire i propri atleti. “I Giochi sono una grande opportunità. Possiamo ridurre insieme le nostre paure. Abbiamo aperto il dialogo per una loro presenza alle gare”, rassicura da Seoul il premier Lee Nak Yeon riguardo l’invito agli atleti della Corea del Nord. Con l’appoggio dell’assemblea generale delle Nazioni Unite si confida nella tregua olimpica sponsorizzata da Cina, Stati Uniti, Russia e Giappone.

la Svolta Buona

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