CONDIVIDI
Spettacoli

Con un colpo da 52 miliardi di dollari gran parte della 21st Century Fox diventa ufficialmente un marchio Disney. L’accordo, raggiunto il 14 dicembre, indica con chiarezza la direzione improntata al domani che il format ha intenzione di prendere, dove il vero futuro dell’intrattenimento mondiale si gioca attraverso una corsa agli armamenti che sfocerà nella creazione di ben due piattaforme per lo streaming a pagamento, vero protagonista dell’epoca moderna nel campo del cinema e della televisione.

Con l’acquisto della Fox, prima nelle mani del magnate Rupert Murdoch, la Walt Disney Company si pone come leader indiscusso dell’industria audiovisiva, dopo aver già concretizzato negli ultimi anni l’acquisto della Pixar, della Marvel e della LucasFilm, costruendo quello che può essere considerato un impero dell’intrattenimento.

Ma cosa comporta il passaggio dei prodotti a marchio Fox nella mani della Disney per il futuro del mondo dello spettacolo? Il vero cambiamento sarà rintracciabile nel Marvel Cinematic Universe; ad esso, difatti, saranno finalmente accorpati – con grande gioia da parte dei fans, che da anni anelavano il crossover – i personaggi appartenenti al mondo degli X-Men, prima sotto contratto con la Fox, magari già a partire dal prossimo Infinity War: parte II, le cui riprese si svolgeranno principalmente nel 2018.

E se è vero che la Disney diventa così il primo gruppo  cinematografico mondiale, è altrettanto vero che la casa di Topolino rischia in questo modo di snaturare alcuni dei prodotti che entreranno a far parte della sua famiglia allargata. Non sono nuove difatti le critiche rivolte al colosso dell’intrattenimento, soprattutto in relazione allo sviluppo della nuova trilogia dedicata a Star Wars.

Tuttavia, secondo le dichiarazioni della stessa Disney, le variazioni interne ai prodotti resteranno minime. Quello che cambierà, e che forse era ciò a cui la major puntava fin dai primi passi della sua marcia su Hollywood, sarà la distribuzione. I due già citati canali di streaming che presto arriveranno sul mercato nel 2018, uno a carattere sportivo e uno dedicato a cinema e televisione, sembrano essere la vera ragione dietro alla mossa di mercato.

La Fox possedeva il 30% delle azioni di Hulu, uno dei principali servizi di streaming al mondo; la Disney ne possedeva già un altro 30%. Con l’acquisizione della società di Murdoch la casa di Topolino arriva ad ottenere una quota di maggioranza che le permetterà non solo di dominare il mercato, ma di arginare la crescita dei diretti concorrenti come Amazon e Netflix.

Viene da chiedersi se le mire espansionistiche della Disney rendano il rischio del monopolio inevitabile, soprattutto in un contesto in cui il futuro del cinema e della televisione si gioca in casa, tra streaming e TV.

Il caffè delle 9

The following two tabs change content below.