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Cronaca

“L’anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va”, ma cosa? Per trovare una risposta, abbiamo chiesto a 105 cittadini quali saranno secondo loro i principali temi e le preoccupazioni del dibattito pubblico nel 2018.

Alla prima domanda gli intervistati, provenienti da 15 regioni italiane, si sono divisi.
Una leggera maggioranza ha optato per il tema delle pensioni, che è risultato particolarmente sentito tra i giovani. Un dato che contrasta col pensiero comune di chi ritiene la questione più pressante per altre categorie. Il terrorismo, vista la frequenza di attentati e l’attenzione mediatica che riceve, non poteva che essere considerato tra i temi in cima all’agenda, anche in vista del 2018. Minore invece la percentuale di risposte relative alla crescita delle forze antisistema.

Quanto alle questioni di genere, sull’argomento l’attenzione sembra meno viva. Del resto, alcuni intervistati fanno notare come il tema riguardi maggiormente le categorie coinvolte, mentre è difficile che riesca a porsi come questione di interesse prioritariovLa seconda domanda sembra mettere tutti d’accordo.

La stragrande maggioranza considera il problema dei flussi migratori irrisolto, sebbene gli sbarchi siano diminuiti del 34% da gennaio 2017 (fonte:        Dipartimento della         pubblica sicurezza).           Difficile dunque sostenere che i provvedimenti del ministro Minniti possano sortire risultati utili al PD in vista delle prossime elezioni. Una percentuale minore si mostra ottimista ritenendo la questione risolvibile, mentre solo l’1% circa considera il problema risolto.

Il terzo quesito ha lasciato la possibilità agli intervistati di esprimere liberamente la loro preoccupazione principale per il prossimo anno. Le risposte raccolte sono state le più disparate, malgrado sia emerso qualche tratto comune: le questioni nazionali risultano predominanti. Disoccupazione, politica interna e crisi economica gli argomenti più ricorrenti. Il lieve calo della disoccupazione (-0,6% su base annua, secondo Eurostat) non avrebbe dunque influito sulla percezione che gli italiani hanno del problema. A preoccupare è anche l’incertezza sul nuovo assetto governativo. A prescindere dalla provenienza e dall’età, il timore che nulla cambi è trasversale.

Altre preoccupazioni emerse durante il sondaggio dipendono dall’esito delle elezioni e dalle strategie che verranno adottate. In primis in riferimento alla crisi economica, che non può dirsi certamente risolta, nonostante l’Ocse preveda un aumento del PIL nazionale del +1,5% per il 2018.

Prima Fila

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