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Corea-turisti sul confine
September 8, 2017 - South Korea - Tourists in the demilitarized zone, DMZ, between North Korea and South Korea, 2017-09-06..(c) IVARSSON JERKER / Aftonbladet / IBL BildbyrÃ¥....* * * EXPRESSEN OUT * * *....AFTONBLADET / 2826 (Credit Image: © Ivarsson Jerker/Aftonbladet/IBL via ZUMA Wire)

In Corea, salve di missili dalle traiettorie minacciose e dalle potenzialità terrificanti e un test nucleare, il sesto, ma il primo d’una bomba all’idrogeno: da mesi, Kim Jong-Un provoca il presidente Donald Trump, che gli assomiglia per imprevedibilità e suscettibilità, e sfida la comunità internazionale. L’Onu risponde senza coesione né efficacia, messa in allarme dal dittatore nord-coreano, ma pure spaventata dalla facilità con cui il presidente statunitense evoca una risposta militare.

La divisione degli interlocutori fa il gioco della Corea del Nord, anche se è difficile individuare logica e obiettivi della minacciosa escalation. Kim III, l’ultimo rampollo d’una vera e propria ‘dinastia comunista’, vuole in primo luogo preservare il regime nord-coreano e cercare di tenere alta nel suo popolo, sempre affamato e l’inverno assiderato, la tensione patriottica.

Pyongyang è pronta a nuove azioni: gli Stati Uniti “riceveranno altri pacchi regalo dal mio Paese, fino a quando faranno affidamento su imprudenti provocazioni e futili tentativi per mettere pressione sulla Corea del Nord”, avverte Han Tae-song, ambasciatore di Pyongyang presso la sede dell’Onu di Ginevra, parlando alla conferenza sul disarmo promossa dalle Nazioni Unite. Han, citato dalla Yonhap, l’agenzia ufficiale nord-coreana, aggiunge: “Le recenti misure di autodifesa costituiscono un ‘pacco regalo’ indirizzato solo agli Stati Uniti”.

Nella sfida nordcoreana, il New York Times parla di “ultima chance per la diplomazia e la pace”: una chance che il carattere precipitoso dei due protagonisti rischia di compromettere.

Dopo una riunione d’urgenza lunedì 4, a poche ore dal test nucleare, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu discuterà lunedì prossimo, l’11 settembre, l’inasprimento delle sanzioni contro la Corea del Nord proposto dagli Stati Uniti. Ma il varo delle misure non è scontato: Russia e Cina vi s’oppongono, convinte della sterilità delle sanzioni; e Putin non pensa solo a Kim quando afferma che “l’isteria militare rischia di portare a una catastrofe nucleare planetaria con moltissimi morti”. … di qui in avanti il pezzo riprende post precedenti …

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+