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Spinti a farlo dallo shock per l’attentato di Manchester, i Sette Grandi hanno raggiunto, fin dalle prime battute del loro Vertice a Taormina, un’intesa sull’impegno a rafforzare la lotta al terrorismo. Ma il G7 prosegue alla ricerca di posizioni comuni sull’immigrazione – c’è una bozza d’intesa -, sugli scambi – le posizioni sono divergenti, con un asse tra Usa e Gran Bretagna – e sul clima – qui, il presidente Trump è isolato nel suo ‘No’ al rispetto degli accordi di Parigi -.

Il documento sul terrorismo è forte, ma scontato. Sugli altri punti, le conclusioni saranno formule di compromesso, con il merito della concisione – poche paginette, forse solo sei, contro i consueti ‘lenzuoli’ dei Vertici analoghi -. Fronte politico, si parla di Medio Oriente e di Siria – nel giorno in cui gli Stati Uniti e i loro alleati ammettono l’uccisione “per errore” rispettivamente di 105 civili in Iraq e di 106, fra cui 42 bambini, in Siria, in raid ‘sbagliati’ -, di Russia e Ucraina e pure di Corea del Nord.

Su queste voci, non ci sarà, a Taormina, un cambio di passo della diplomazia dei Grandi. Ma va già bene che non esplodano, oggi, nel secondo e ultimo giorno, contrasti e tensioni. Nel loro bilaterale, Trump e la cancelliera tedesca Angela Merkel sono stati “molto franchi” – ieri, a Bruxelles, Trump e il presidente francese Emmanuel Macron si erano accontentati di essere “franchi” -.

La dichiarazione sul terrorismo – Espressa solidarietà alla Gran Bretagna, la cui premier Theresa May lascia per prima Taormina, per seguire gli sviluppi delle indagini sull’attentato di Manchester e per riprendere la campagna elettorale, i Sette “danno – nota il premier e presidente di turno del Vertice Paolo Gentiloni – “un segnale di impegno e d’unità”, condannando all’unisono “il terrorismo e l’estremismo violento” e sollecitando con forza “il sostegno dei giganti del web contro il proselitismo online”.

Il testo recita: “Condanniamo nel modo più fermo possibile il terrorismo e tutte le sue manifestazioni … La lotta al terrore rimane una delle maggiori priorità del G7 … Siamo uniti nel volere rendere sicuri i nostri cittadini e preservare i loro valori e stili di vita … “. C’è la volontà di contrastare “l’abuso di internet da parte dei terroristi”: la rete s’è dimostrata “un potente strumento per gli obiettivi terroristici”.

Il compromesso sull’immigrazione – Il compromesso che si profila sull’immigrazione al G7 viene giudicato “buono” dalla presidenza di turno italiana. L’Unione europea insiste che l’approccio “deve essere globale, non può essere nazionale o regionale”. Una bozza già circolata riconosce “l’approccio globale al problema a lungo periodo, con il coinvolgimento dei Paesi di origine e la responsabilità condivisa”.

I leader ne discuteranno oggi e gli sherpa continueranno a modificare, fino all’ultimo, i due paragrafi più controversi, alla ricerca d’un equilibrio tra sicurezza e solidarietà. Gli Usa vogliono mettere l’accento sulla sicurezza e frenano su piani d’accoglienza e di solidarietà ambiziosi.

I leader segnalano “la necessità per i migranti di avere un sostegno il più possibile vicino ai Paesi d’origine, così da permettere loro di farvi ritorno e di ricostruire le loro comunità”. Accanto a questa apertura, c’è l’affermazione dei diritti dei Paesi d’accoglienza a difendere i propri confini e la propria sicurezza.

Oltre alle partnership per aiutare i migranti nei Paesi d’origine, c’è l’impegno “a proteggere i rifugiati e a salvaguardare i più vulnerabili, come donne a rischio, adolescenti, bambini e minori non accompagnati”. E c’è pure il diritto dei Paesi d’accoglienza ad “attuare i controlli alle frontiere e a fissare meccanismi di rimpatrio e riammissione”, come Trump sta facendo negli Usa. I leader vogliono anche “affrontare i problemi legati al crimine organizzato transnazionale, all’estremismo violento, al terrorismo e al commercio illegale”.

Scambi e clima, in alto mare – Dove i contrasti sono più forti e le conclusioni del G7 potrebbero essere più deboli è sulla libertà degli scambi, che gli Usa subordinano alla difesa dei posti di lavoro in patria, e sul rispetto degli impegni contro il riscaldamento globale, che Trump non intende mantenere: “Voglio – dice – prendere la decisione giusta”, Come tutti: chi mai vuole prendere la decisione sbagliata? Il presidente si vanta di avere salvato, in questo suo viaggio, “milioni di posti di lavoro”; la stampa Usa ci stampiglia sopra un bel “Falso”.

C’è chi ipotizza che i Grandi mettano agli atti l’isolamento di Washington sul clima, ma ciò non appare probabile. Sugli scambi, invece, c’è un asse post Brexit tra Trump e la May, che ritrovano la concordia, dopo gli screzi di giovedì a Bruxelles per le fughe di notizie sulle indagini di Manchester.

Dopo una serata tra cultura e formalità – un concerto al Teatro Antico e una cena offerta dal presidente Mattarella -, la notte siciliana poterà, forse, consiglio. Trump, probabilmente, ne passerà le prime ore vagliando le notizie sul Russiagate da Washington.

 

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+