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1953 – Dalla Corea alla Corea: l’arco della paura dell’ Olocausto nucleare è racchiuso, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, tra due crisi coreane. Nel 1953, il conflitto nella penisola e i test d’ordigni termonucleari da parte di Usa e Urss – con la Gran Bretagna, le uniche potenze atomiche all’epoca – fecero sì che l’Orologio dell’Apocalisse segnasse due minuti alla fine del mondo. L’orologio è un’idea degli scienziati atomici dell’Università di Chicago – quella dove insegnava Fermi -: creato nel 1947, misura la distanza dalla fine del mondo simboleggiata dalla mezzanotte.

1960 – Il 1° Maggio, un aereo spia Usa U-2 viene abbattuto nei cieli dell’Unione sovietica: il pilota Gary Powers si salva, ma viene catturato e processato. L’incidente peggiora i rapporti Est-Ovest – siamo nel pieno della Guerra Fredda -, alza la tensione fra Mosca e Washington e crea imbarazzo negli Usa, che inizialmente negano la missione di spionaggio (ma poi devono ammetterla). Condannato, Powers è scambiato il 10 febbraio 1962 a Berlino con la spia sovietica Rudolf Abel – è tutto ben raccontato ne ‘Il Ponte delle Spie’ -.

1962 – Poco dopo, il Mondo avrebbe conosciuto l’acme della paura nucleare di questo dopoguerra: la crisi dei missili di Cuba, che iniziò il 15 ottobre e durò 13 giorni. Lo spiegamento in gran segreto di ordigni nucleari sovietici a Cuba, da dove potevano raggiungere in tempi brevi gli Stati Uniti, innesca la reazione americana. I presidenti Kennedy e Kruscev trovarono un’intesa in extremis, quando lo scontro pareva inevitabile: i missili russi furono ritirati, come quelli americani installati in Turchia e in Italia.

1968 – E’ un anno di grandi tensioni internazionali: Cina e Francia si dotano di armi nucleari e completano così il team delle cinque potenze nucleari ‘legittime’; la guerra nel Vietnam s’intensifica; l’intero Medio Oriente è instabile, dopo il conflitto arabo-israeliano del 1967; India e Pakistan si battono per il Kashmir e già progettano di avere la loro ‘bomba’. E l’Orologio dell’ Olocausto torna ad avvicinarsi alla mezzanotte. L’anno dopo, sarà, però, firmato il Tnp, Trattato di non proliferazione nucleare.

1980 – Un altro anno in cui s’addensano nubi mondiali. Dopo un decennio di negoziati e distensione, il clima fra le Super-Potenze s’incrina: l’Urss invade l’Afghanistan, gli Usa boicottano i Giochi di Mosca, la Polonia vive i fermenti di Solidarnosc, il Sud Africa si dota dell’atomica. Viene eletto, negli Stati Uniti, Ronald Reagan deciso a vincere la Guerra Fredda; e la Nato decide l’installazione degli euromissili. L’Orologio dell’Apocalisse segna – 4 alla mezzanotte, mai così male dal 1953.

1984 – La situazione peggiora ulteriormente: il negoziato sugli euromissili s’interrompe; i sovietici (che il 1° settembre 1983 avevano abbattuto un aereo di linea sudcoreano sulla Kamciakta) boicottano i Giochi di Los Angeles, Reagan definisce l’Urss l’Impero del Male. A Mosca si succedono leader effimeri – dopo la morte di Brezhnev, Cernienko e Andropov -, il che aumenta l’incertezza e le fibrillazioni. L’Orologio dell’ Olocausto segna -3 alla mezzanotte. L’Europa è attraversata da manifestazioni di gente spaventata, “Meglio rossi che morti” è lo slogan.

1987 – Il 1° giugno, il Mondo sperimenta l’angoscia dell’olocausto per errore, quella che il cinema aveva già fatto vivere con ‘A prova di errore’: Mathias Rust, giovanotto tedesco di 19 anni, sorvola l’Urss europea con un aereo da turismo e atterra sulla Piazza Rossa. Il suo è un gesto di pace, l’atto di coraggio e d’incoscienza d’un convinto idealista. Ma, all’inizio, nessuno sa come l’avrebbe presa l’Armata Rossa, che, a conti fatti, capisce che quell’aeroplanino è più una beffa che una minaccia. E la paura si dissolve in poche ore.

1998 – Dopo gli anni del disarmo e il crollo del comunismo, la paura atomica arriva dall’Asia: l’India s’era già dotata dell’atomica, adesso è il momento del Pakistan; e tra i due Paesi la tensione è costantemente alta. Inoltre, lo sbriciolamento dell’Urss e le condizioni di sicurezza ridotte creano il rischio che armi nucleari finiscano nelle mani di Stati canaglia e/o di organizzazioni terroristiche. In Europa è guerra, anzi una successione di guerre, nell’ex Jugoslavia – senza però brividi atomici -.

2007 – Gli attacchi terroristici dell’11 Settembre 2001 e  i conflitti conseguenti non hanno mai sussulti atomici. Ma nel 2007 la Corea del Nord si dota della ‘bomba’ e l’Iran avvia i programmi per acquisirne la capacità di produzione: tra gli Stati Uniti e l’Occidente in genere e la dittatura di Pyongyang e la teocrazia di Teheran non c’è buon feeling; e Usa e Russia, malgrado tutto, mantengono testate nucleari puntate reciprocamente contro e pronte a essere lanciate in pochi minuti.

2017 – Dalla Corea alla Corea, l’Orologio dell’Apocalisse segna 2 minuti e mezzo alla mezzanotte. C’entra l’imprevedibilità dei leader, tutti ‘uomini forti’, Trump e Kim III, Putin ed Erdogan, Assad ed al-Sisi, il Califfo e i suoi adepti, ma c’entrano pure, e forse di più, i grandi movimenti migratori e  l’altra nuova incognita globale, il riscaldamento atmosferico. ‘Bombe’ innescate dal potenziale persino superiore alla somma degli arsenali nucleari esistenti.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+