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Nei confronti della Corea del Nord, gli Stati Uniti del presidente Trump hanno esaurito la loro “pazienza strategica”, dice Mike Pence, il vice, in visita in Asia. O, forse, l’America del magnate sta solo esibendo una “impazienza strategica” – il copyright è di Rtl -, visto che fare la voce grossa e battere il pugno sul tavolo della scena mondiale sta pagando nei sondaggi – e visto che non possono fare altro, perché la loro propagandata flotta intimidatoria è ancora lontana giorni di navigazione dalle acque coreane -.

Una messa in scena, insomma, come i nuovi missili intercontinentali esibiti da Pyongyang la vigilia di Pasqua nel Giorno del Sole: prototipi mai testati e probabilmente lungi dall’essere davvero operativi. Per fortuna!, perché l’imprevedibilità di Kim Jong-un e la reattività di Trump sono fattori di rischio altissimi in quella che il New York Times definisce una moviola della crisi dei missili che, nell’ottobre del 1962, contrappose al largo di Cuba gli Stati Uniti di John F. Kennedy all’Unione Sovietica di Nikita Kruscev. Altri tempi ed altri protagonisti, ché Trump non è Kennedy e Kruscev, nonostante la scarpa battuta sul tavolo delle Nazioni Unite, non è quel dittatore volubile e crudele di Kim Jong-un (né la Corea del Nord è ‘Urss).

Il pompiere e gli incendiari

Eccezionalmente, nelle ultime battute di questa per ora sceneggiata il ruolo del pompiere l’ha avuto proprio Donald Trump: “Spero sia possibile una soluzione pacifica” ha detto alla Cnn, chiosando che Pyongyang “deve comportarsi bene”.

Sulla scena del crimine della prossima eventuale prova di forza Usa, c’è il suo vice Mike Pence, che in Corea del Sud e in Giappone non fa giri di parole: “L’era della pazienza strategica – appunto, ndr – è finita”. Gli Stati Uniti e i loro alleati utilizzeranno “mezzi pacifici o qualsiasi mezzo necessario” per proteggere la Corea del Sud e stabilizzare la regione: “tutte le opzioni sono sul tavolo”, o ancora “la spada è pronta”, per fare pressione su Pyongyang affinché rinunci ai suoi programmi nucleare e missilistico.

Il test di domenica fallito – un lancio di missile a corto/medio raggio – è stata “una provocazione”, che altri incendiari, come l’ambasciatore nordcoreano all’Onu Kim In Ryong e il vice-ministro degli Esteri Han Song-ryol, non misconoscono, anzi rivendicano … di qui in avanti, collage di pezzi già pubblicati …

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+