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Basta l’imprevedibilità di un leader ad accorciare i tempi della diplomazia e della politica: Trump spariglia i giochi di Putin ed Assad, Xi e Kim; tiene sul ‘chi vive’ amici e nemici; rovescia i ruoli degli uni e degli altri nel giro di 24 ore; e costringe i media a stare al ritmo dei suoi tweets, micidiali soprattutto la notte e all’alba – fuso della Costa Est degli Stati Uniti -.

Sembra un secolo fa, quando ci si chiedeva se il Vertice del G7 di Taormina a fine maggio sarebbe stato quello del ritorno al G8, con il rientro della Russia fra i Grandi. Sembra un secolo fa ed era appena poche settimane fa, prima che esplodesse il Russia-gate, che Trump cominciasse a temere d’apparire troppo filo-russo e che Putin iniziasse a diffidare della volubilità d’un interlocutore capace d’assicurargli solidarietà nella lotta al terrorismo, dopo l’esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo, e quasi il giorno dopo di bombardare un suo alleato.

Così, la visita a Mosca del segretario di Stato Usa Rex Tillerson, all’esordio con il collega russo Serguiei Lavrov, s’è svolto sotto un cielo politicamente plumbeo. Putin dice d’aspettarsi in Siria altre provocazioni con armi chimiche, “come a Idlib”, lasciando di nuovo intendere che non sono stati i lealisti gli autori di quel massacro. La Russia propugna ora un’indagine dell’Onu che accerti le responsabilità; e Putin paragona le accuse ad Assad a quelle rivolte nel 2003 a Saddam Hussein – in Iraq, però, le armi chimiche non furono mai trovate, in Siria c’erano -.

Un G7 zoppo e il ruolo dell’Ue e dell’Italia

A Mosca, Tillerson è giunto dall’Italia, dopo un G7 un po’ zoppo: non c’è stata intesa tra i ministri degli Esteri dei Grandi per dare un giro di vite alle sanzioni alla Russia, né su come mettere a posto le cose n Siria, dopo sei anni di guerra civile, 500 mila morti, 11 milioni di sfollati e, fra questi, 6 milioni di rifugiati all’estero. Angelino Alfano, presidente di turno dell’incontro, dice che “non era la sede” ed esprime il comune auspicio di una “soluzione politica” al conflitto siriano.

In prospettiva Taormina, non suonano rotonde neppure le conclusioni del G7 sull’Energia, svoltosi in parallelo a quello degli Esteri: non c’è neppure un testo comune, perché gli Stati Uniti stanno rivedendo la loro posizione sul clima, mentre tutti gli altri Grandi confermano gli accordi di Parigi. … di qui in avanti il pezzo prosegue con estratti di pezzi già pubblicati –

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+