CONDIVIDI

In città, e pure nel contado, non si parla d’altro: tra fine marzo e inizio aprile, si sono moltiplicati, tra Roma e Perugia, complice l’ambizioso festival internazionale del Giornalismo che si svolge lì, e un po’ ovunque convegni e incontri dedicati alle fake news, alla ‘post verità’, alle alternative news e a tutti gli altri cancri che rendono la nostra informazione gravemente malata – la vignetta è di Gianfranco Uber -.

L’ambasciata di Germania e la Pontificia università gregoriana hanno persino intitolato all’ ‘etica dei mezzi di comunicazione nell’età digitale’ una lezione del direttore del Bayerischer Rundfunk Ulrich Wilhelm, giornalista e giurista, già portavoce del governo federale tedesco. La conferenza era dedicata a Wilhelm von Humboldt, riformatore del sistema d’istruzione prussiano a inizio ‘800, uomo di scienza, politica e diplomazia, la cui visione dell’istruzione ha tuttora risonanza universale il cui ideale educativo resta fonte di orientamento per i dibattiti internazionali sul tema dell’istruzione attraverso la scienza e della libertà degli uomini.

Di fronte al rischio della ‘datacrazia’, un von Humboldt del XXI Secolo resterebbe, probabilmente, perplesso e preoccupato. Parlando all’Università di Milano – Bicocca, Derrick de Kerckhove avverte che disoccupazione e populismi sembrano “effetti collaterali” del progresso tecnologico, inevitabili come le vittime innocenti in un qualsiasi conflitto. L’intelligenza artificiale e i big data, entrambi frutti dell’avanzamento e dell’innovazione scientifico-tecnologici, finiscono col sostituirsi alla politica e con il trasformare appunto le democrazie in ‘datacrazie’.

Una prospettiva agghiacciante, come quella di un ‘Pianeta delle Scimmie’ in cui le scimmie saranno i robot. Ma qui siamo ai confini della fantascienza.

Sul terreno più concreto dell’esistente e del futuribile a breve termine, oltre che del quadro giuridico di riferimento e ‘contenimento’, una iniziativa molto interessante è stato il convegno intitolato ‘Accesso a internet e neutralità della rete fra principi costituzionali e regole europee’: una giornata d’incontri e confronti organizzata al CoRiS della Sapienza dalla professoressa Maria Romana Allegri.

“Il convegno – spiega la prof.ssa Allegri – ha toccato alcune tematiche di grande rilievo e attualità. In primo luogo, durante la sessione mattutina, quella del diritto di accesso a Internet, sotto il profilo del contenuto del diritto, della sua tutela legislativa e dell’opportunità di inserirlo esplicitamente all’interno della Costituzione italiana”.

Sullo sfondo, il processo che ha portato all’approvazione della Dichiarazione dei diritti in Internet e le sue potenziali ricadute in termini di efficacia. Ne hanno discusso alcuni giuristi costituzionalisti (oltre alla Allegri, Marco Bassini, Paola Marsocci, Marina Pietrangelo), giovani attivisti nel campo dei diritti digitali (Angelo Alù, Guido d’Ippolito) e avvocati attivi in quest’ambito (Fulvio Sarzana).

La sessione pomeridiana, che ha visto la partecipazione di giuristi come Giovanna De Minico, Innocenzo Genna e Alberto Gambino, economisti (Antonio Nicita) e operatori ne settore delle tlc (Fulvio Ananasso e Paolo Nuti), ha affrontato il tema della neutralità della Rete e i problemi legati alla realizzazione di tale obiettivo, tenendo conto del regolamento UE 2015/2120 che, pur proponendosi l’obiettivo di salvaguardare la neutralità e evitare lo sviluppo di un internet “a due velocità”, lascia spazio a iniziative (servizi specialistici) che potrebbero ledere un uso della rete democratico e rispettoso delle norme sulla concorrenza.

L’evento, cui hanno assistito avvocati, giornalisti e studenti, era cofinanziato dal programma Erasmus + della Commissione europea ed è stato organizzato con la collaborazione del Club Dirigenti Tecnologie dell’Informazione di Roma, della Fondazione Cultura Democratica e degli Stati Generali dell’Innovazione.

The following two tabs change content below.
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+