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Il Cyber-crime si diversifica. Nell’era Trump, entrano in scena il Twitter-crime e gli psyco-tweet: armi politiche spesso a doppio taglio, fra le dita del presidente magnate; ma pure armi vere e proprie, cioè strumenti criminali, fra le dita di suoi fan scriteriati e malintenzionati.

Seguendo Newsweek, i media online Usa riferiscono dell’arresto, da parte dell’Fbi, di John Rivello, che sarebbe l’utente Twitter @Jew_Goldstein, dal cui account partì un tweet che provocò un attacco d’epilessia a Kurt Eichenwald, una firma del noto settimanale.

Eichenwald ricevette una quarantina di messaggi potenzialmente dannosi da utenti diversi e si sentì male davanti all’immagine stroboscopica inviatagli dall’account @Jew_Goldstein, ora sospeso. L’avvocato del giornalista Steven Lieberman racconta che Rivello, che rischierebbe una condanna per lezioni personali, ha fortemente ridotto la sua presenza sui social, dopo l’episodio.

Per ora, Rivello, 29 anni, arrestato a Salisbury, nel Maryland, è accusato solo di cyberstalking. Ma il testo del suo tweet, spedito il 15 dicembre, cinque settimane dopo le elezioni presidenziali, era esplicito: “Ti meriti un attacco di epilessia per i tuoi post”, critici di Trump. In tweet successivi, Eichenwald, la vittima, ha fatto campagna perché non vengano più usate immagini potenzialmente dannose.

La vicenda è un dei frutti marci del clima d’odio e d’intolleranza che l’atteggiamento del presidente e di alcuni suoi consiglieri incoraggia, se non legittima. Trump, di rinunciare a Twitter, non ci pensa neppure: anzi, si vanta di pentirsi “molto raramente” dei suoi tweet, anche quando sono falsi – l’accusa al suo predecessore Barack Obama di averlo fatto spiare – o sono contraddittori.

Il giorno dopo il colloquio e la conferenza stampa tra il freddo e il gelido con Angela Merkel, Trump regola, proprio su Twitter, i suoi conti con la stampa e con la cancelliera tedesca: “Nonostante quello che avete sentito dalle fake news, ho avuto un ottimo incontro” con la Merkel, twitta il presidente di prima mattina. Ma, subito dopo, si contraddice: “Ciò nonostante, la Germania deve una somma di denaro ingente alla Nato e gli Usa devono essere pagati di più per la potente e molto costosa difesa che le forniscono”.

Nel giro di un tweet Trump accusa la stampa di avere ingigantito le divergenze tra lui e la la Merkel e, nel contempo, conferma i contrasti, che si sono manifestati soprattutto sulla libertà degli scambi e l’immigrazione.

Mentre il segretario di Stato Usa Rex Tillerson prepara, a Pechino, il prossimo incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping, un’eco delle tensioni America – Resto del Mondo s’è ieri registrata a Baden Baden, in Germania: i ministri dell’Economia del G20, riuniti sotto la presidenza di turno tedesca, non hanno trovato un’intesa su un punto quasi rituale dei loro comunicati, proprio la libertà degli scambi: il ministro del Tesoro Usa Steven Mnuchin li vuole, soprattutto, equi ed equilibrati.

Da un sondaggio condotto dall’Università di Chicago in collaborazione con l’Ap, risulta che il 57% dei giovani americani fra i 18 e i 30 anni considera la presidenza di Trump “illegittima”: fra i neri, gli ispanici e anche gli asiatici, la percentuale raggiunge i tre quarti, mentre il 53% dei bianchi non mette in discussione la legittimità del presidente (ma il 55% ne disapprova l’operato). In assoluto, solo il 22% dei giovani condivide l’azione di Trump, mentre ben il 62% la boccia (uno su sei non si pronuncia).

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+