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Dopo Michael Flynn, anche Jeff Sessions resta impaniato nel Russia-gate: il ministro della Giustizia parlò “un paio di volte” con l’ambasciatore russo a Washington Serghiei Kisliak nel 2016, durante la campagna elettorale, quand’era consigliere dell’allora candidato Donald Trump. E non fece poi cenno ai colloqui, nell’audizione di conferma in Senato, quando gli venne espressamente chiesto se era a conoscenza di contatti tra la squadra di Trump ed emissari russi

Per la stessa colpa, Flynn, il consigliere per la Sicurezza nazionale, dovette dimettersi il 13 febbraio. Le rivelazioni del WP, circonstanziate, creano subbuglio Washington. Il primo incontro di Sessions avvenne in luglio, il secondo a settembre, nel suo ufficio in Senato, dove sedeva nella commissione per l’Esercito.

Sessions smentisce, ma in realtà conferma. Sarah Isgur Flores, la sua portavoce, nega che la risposta in audizione sia stata reticente, perché il senatore incontrò l’ambasciatore in quanto legislatore e non come consigliere di Trump. Sessions, lo scorso anno, incontro 25 ambasciatori, oltre a Kisliak, sempre come membro della commissione per l’esercito.

Il WP ha contattato tutti i 26 membri della commissione per accertare chi altri abbia incontrato l’ambasciatore russo: dei 19 che hanno risposto nessuno. Le rivelazioni del giornale, riprese e cavalcate da molti media, hanno l’effetto di accrescere le pressioni su Sessions perché si astenga come ministro nell’inchiesta dell’Fbi sul Russia-gate o perché sia nominato un procuratore speciale.

I leader democratici evocano l’empeachment contro il segretario alla Giustizia: “Sia messo sotto inchiesta … Si dimetta”, chiedono. Ma Trump lo difende “al 100%”: ha “totale fiducia” in lui.

Secondo il NYT, negli ultimi giorni dell’Amministrazione Obama, responsabili e funzionari fecero in modo che restasse traccia dei tentativi russi di interferire nelle elezioni presidenziali, come anche dei possibili contatti tra uomini di Trump ed emissari russi. C’era il timore che le tracce sarebbero state celate o distrutte dopo il passaggio di consegne.

Il Russia-gate resta intricato e confuso. C’è pure il sospetto che l’Fbi abbia cercato di ‘comprare’ l’imbarazzante dossier sulle malefatte russe del Trump imprenditore, salvo poi fermarsi quando emersero le falle del documento. E, intanto, Mosca mostra impazienza: la vicenda – osserva – ostacola il dialogo tra Russia e Usa, c’è troppa emotività da parte americana..

Sessions è già sotto scacco per non avere contrastato in modo efficace l’ondata d’attacchi e minacce antisemite che s’è verificata negli ultimi giorni: vandalismi in cimiteri in Missouri e Pennsylvania; e un centinaio di telefonate minatorie a centri e scuole ebrei, che hanno innescato evacuazioni e controlli anti-bombe. Un’inchiesta federale è in corso.

Dopo che l’Amministrazione Trump ha rinunciato ai controlli sui dipartimenti di polizia sospettati di utilizzare un ‘doppio standard’ per bianchi e neri, in almeno 16 Stati i repubblicani stanno provando a introdurre norme per rendere più difficile manifestare e inasprire le pene per chi lo fa.

Le buone notizie, oggi, vengono dal fronte del lavoro, con le richieste di sussidi di disoccupazione ai minimi da 44 anni.

Sul fronte esteri, c’è turbolenza. Il Parlamento europeo chiede la reintroduzione dei visti d’ingresso nell’Unione per i cittadini Usa, visto che Washington richiede il visto ai cittadini di 5 Paesi Ue. E, secondo il WSJ, Trump starebbe valutando, per limitare la minaccia nucleare nord-coreana, sta valutando le opzioni dell’uso della forza e del cambio di regime.

Intanto il Cremlino annuncia che in Siria l’esercito di Damasco, con l’aiuto delle forze aeree russe, ha messo in fuga i miliziani del sedicente Stato islamico e ripreso il controllo di Palmira, patrimonio dell’Unesco. Nel centro dello Yemen, le forze aeree Usa hanno fatto raid contro campi di al Qaida.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+