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President Donald Trump delivers remarks to the Conservative Political Action Conference on, Friday, Feb. 24, 2017, in Oxon Hill, Md. (AP Photo/Evan Vucci)

Donald Trump fa il dottor Stranamore e gioca, per fortuna per ora solo in un’intervista, la carta della supremazia nucleare degli Stati uniti. E Vladimir Putin si scuote dalla guardinga diffidenza degli ultimi giorni e ammonisce: la fine degli equilibri atomici concordati tra Russia e Usa potrebbe sfociare in una ripresa della corsa degli armamenti e condurre “alla catastrofe globale”.

Alla Reuters, Trump dice che l’arsenale nucleare Usa, già così capace di distruggere più volte l’intero pianeta “va ampliato” e, protestando per l’installazione da parte russa di nuovi cruise, afferma che Washington “non intende rinunciare alla supremazia atomica”.

E’ una scelta strategica vecchio stampo, mentre Barack Obama si preoccupava di ridurre l’arsenale, pur ammodernandolo. Non è chiaro se i militari la condividano; e non ne sono espliciti gli eventuali vantaggi politici, mentre la Russia allarga la sua sfera d’influenza dall’Iran alla Siria, dalla Turchia all’Egitto.

Non è l’unico ‘fronte di guerra’ che Trump apre in una giornata che lo vede giocare in casa, intervenendo a Washington alla Conservative Political Action Conference, principale evento annuale dei conservatori Usa, dove, un anno fa, osteggiato dall’establishment del partito, non volle andare.

Il presidente è preceduto e accompagnato dai suoi pretoriani, il capo dello staff della Casa Bianca Reince Priebus e il consigliere speciale Steven Bannon, che pareva sul punto di essere cacciato e che invece racconta: “la decostruzione dello Stato amministrativo è cominciata”. Il vice Mike Pence afferma che, “per i valori conservatori, questa è l’occasione della vita”.

Trump s’impegna a tenere le promesse – molte le ha già realizzate –, torna a prendersela con i media e con l’intelligence, che non arresta l’emorragia di notizie a lui sfavorevoli. E la stampa rivela che la Casa Bianca avrebbe inutilmente sollecitato l’Fbi a smentire i contatti tra uomini del presidente ed emissari russi – la vicenda poi sfociata nelle dimissioni del consigliere per la Sicurezza nazionale Michael Flynn -.

Mentre Trump accusa i media “disonesti” di dare “false notizie nemiche del popolo”, il NYT lancia uno spot in tv, “la verità è importante”. Per tutta replica, la Casa Bianca esclude il giornale e la Cnn dai suoi briefing.

Il presidente si fa paladino dei valori conservatori e promette di cancellare e rimpiazzare l’Obamacare, aumentare le spese militari, innalzare il muro “prima del previsto” e intraprendere “azioni forti per proteggere i confini” e “contro il terrorismo”.

Operativamente, la Casa Bianca revoca le disposizioni di Obama per ridurre le carceri private e starebbe per dare una stretta sull’uso della marijuana.

Nel clima d’intolleranza verso gli immigrati che le scelte di Trump alimentano, c’è da registrare l’uccisione di un ingegnere indiano in un bar di Kansas City. Il killer è un ex militare della Marina di 51 anni, che sparava gridando frasi xenofobe e ripeteva “andatevene dal mio Paese”.

L’atteggiamento di Trump starebbe creando nervosismo anche in Russia, tra timore per il futuro, sfiducia nei leader – Putin a parte – e paura di un nuovo conflitto. Lo afferma Lev Gudkov, direttore del Levada Center, unico istituto demoscopico russo indipendente. Intervistato dall’ANSA, Gudkov dice che Putin, il cui consenso supera l’86%, è come una boa cui aggrapparsi, mentre tutto vacilla intorno. Il fatto che l’oro, bene rifugio, tocchi i massimi da novembre significa che l’inquietudine non è solo russa.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+