CONDIVIDI
BERLIN, GERMANY - JUNE 27: German Chancellor Angela Merkel and Ukrainian Prime Minister Volodymyr Groysman (not pictured) prepare to listen to their countries' national anthems upon Groysman's arrival at the Chancellery on June 27, 2016 in Berlin, Germany. Merkel is scheduled to receive French President Francois Hollande, Italian Prime Minister Matteo Renzi and European Council President Donald Tusk later today to discuss the consequences of last week's Brexit vote. (Photo by Sean Gallup/Getty Images)

Che fosse brutta, ‘sta storia di Trump presidente degli Stati Uniti, lo s’era capito subito. Ma così brutta, pochi forse se l’aspettavano. Molti s’illudevano che il Trump presidente fosse una cosa diversa dal Trump candidato. Probabilmente gli stessi inguaribili ottimisti che, avendo ora constatato che il Trump presidente è la stessa cosa del Trump candidato, anzi è peggio, perché ha il potere di fare quel che prima si limitava a dire, azzardano l’ipotesi che Trump faccia il duro per negoziare.

Ma con chi?, e perché? Trump, in realtà, per il momento negozia pochissimo: licenzia ministri come manco in The Apprentice; distribuisce ceffoni e/o pacche sulle spalle; e, sulle misure anti-Islam e anti-rifugiati, ha dalla sua la maggioranza dell’opinione pubblica degli Stati Uniti, secondo gli ultimi sondaggi – per quello che valgono, visto che un altro dice che più del 50% degli americani lo disapprova -.

Il magnate presidente agisce senza freni e senza remore, all’interno e all’esterno, dove attacca la Germania e la Merkel (“Profitta dell’euro”). Il 20 febbraio sarà il President Day negli Stati Uniti: a New York, si preparano a celebrare il ‘Not My President Day2’, mentre in Gran Bretagna i Comuni, investiti da due milioni di firme, discuteranno, il 21 febbraio, una mozione contro la visita di Stato di Trump in Gran Bretagna prevista per marzo.

Nella lettera d’invito ai leader dei 28, per il Vertice europeo di Malta, venerdì prossimo, Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, esprime preoccupazione perché le scelte di Trump sembrano rovesciare gli ultimi anni della politica estera degli Stati Uniti e mettono l’Ue in una situazione difficile, con l’avallo alla Brexit e con l’appello ad altri Stati a lasciare l’Unione. Il ciclone che investe l’America travolgerà l’Europa?

 

The following two tabs change content below.
Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+