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In fila per la festa di Barack. In fuga dalla festa di Donald. Hollywood e lo showbizz confermano la loro vocazione democratica: affollano il party d’addio di Barack e Michelle Obama alla Casa Bianca, mentre intendono disertare la cerimonia d’insediamento del suo successore, venerdì 20 gennaio, sul Campidoglio.

La densità di vip intorno al presidente e alla first lady uscenti è impressionante: ci sono, elenca il Washington Post, Beyoncé e Jay-Z, Paul McCartney e Oprah Winfrey, Bruce Springsteen, l’attore Samuel Jackson, i registi di Star Wars George Lucas e JJ Abrams e molti altri che ne basterebbe a ingelosire Trump.

Il cui disco, per ora, suona rotto. L’inno, il giorno dell’insediamento, sarà cantato dalla vincitrice di America’s Got Talent Jackie Evancho. Ma, per il resto, scrive Alessandra Baldini che di vip se ne intende, “il piatto piange”: con la Evancho, è confermato il Coro del Tabernacolo Mormone di Salt Lake City, uno dei cui membri s’è dimesso per protesta. La banda del Talladega College è in forse: il preside della storica scuola per afro-americani dell’Alabama mantiene una riserva.

Il piatto forte dovrebbero essere le Rockettes di New York. Ma le celebri ballerine di Radio City al Rockefeller Center sono sul piede di guerra: molte, specie le nere, non si vogliono esibire, ma temono rappresaglie se non dovessero salire a sgambettare sul palco del presidente eletto, che ha un animo vendicativo.

Rebecca Ferguson di UK X Factor ha invece accettato, ma a patto di cantare ‘Strange Fruit’, canzone dal forte significato simbolico: registrata nel 1939 da Billie Holiday, è una protesta contro il razzismo – a buona parte della squadra ‘suprematista’ del nuovo presidente rischia d’andare di traverso -. Trump – s’è detto e scritto – avrebbe pure voluto Andrea Bocelli, ricevuto alla Trump Tower. Ma l’artista italiano, di fronte alle reazioni negative suscitate dall’ipotesi d’una sua partecipazione all’Inauguration Day, non se la sarebbe sentita d’accettare l’invito.

Trump per ora fa buon viso a cattiva sorte. Ma molti dei presenti alla festa d’addio degli Obama sanno bene che questo è anche un loro addio alla Casa Bianca: nessuno vi metterà più piede su invito del presidente, almeno per i prossimi quattro anni. Del resto, i democratici, alla ricerca d’un leader in chiave elezioni presidenziali 2020, lo cercano anche fra attori e showman: c’è chi presta ambizioni presidenziali a George Clooney, che per ora fa il padre in attesa di due gemelli, e chi a Oprah Winfrey, che le smentisce.

Il presidente eletto non riesce a sottrarsi alle polemiche futili, anzi quasi le cerca. Se fa ancora rumore sul web la scelta della moglie Melania di indossare un tubino nero di Dolce e Gabbana alla festa di capodanno in Florida, il magnate e showman twitta che le vendite dell’ultimo album della Evancho “sono salite alle stelle” dopo che lei ha accettato di cantare per lui l’inno nazionale. C’è chi ha subito fatto i conti in tasca alla cantante: l’album di Jackie, che contiene brani natalizi, ha venduto 11mila copie la settimana prima di Natale e 8mila la successiva. Non sono proprio cifre da Disco d’Oro.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+