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Un presidente che viene da un altro mondo?, estraneo alla politica e all’Amministrazione? Sai che novità! Gli Stati Uniti lo hanno già avuto. Ed è pure stato un grande presidente: Ronald Reagan, che fu alla Casa Bianca dal 1981 al 1989, aveva un passato da attore di film western di serie B. Fu capace di sconfiggere, in rapida successione, il capo indiano Tecumseh, la cui maledizione datata prima metà del XIX Secolo lo condannava a morte – lui, invece, schivò la pallottola dell’attentatore quel tanto che bastava per sopravvivere all’agguato – e la stagnazione dell’economia liberando l’energia del liberismo – con l’aiuto della sua grande amica Margaret Thacher, premier britannico – e di vincere, d’un colpo solo, la Guerra Fredda e l’Unione Sovietica, dopo averla sfidata sulla soglia di casa con gli euromissili ed avere poi fatto comunella a Reykjavik con Mikahil Gorbaciov.

Magari, fra qualche anno qualcuno occuperà questa stessa colonnina di giornale per raccontare come Donald Trump sarà stato un grande presidente, avrà sconfitto il terrorismo internazionale, ridotto a compagno di bisboccia Vladimir Putin e restituito l’America alla sua grandezza – termine di riferimento?, l’America di Reagan, ovvio -.

Ma a una qualsiasi analisi il parallelo tra Reagan e Trump appare per il momento azzardato. Perché Reagan, quando arrivò alla Casa Bianca, aveva abbandonato da parecchi anni, da quando cioè aveva appena superato i cinquanta, la colt e gli speroni da set ed aveva già esercitato un doppio mandato di governatore della California, il più popoloso Stato dell’Unione e allora la 7° economia mondiale. Eletto nel 1966, rieletto nel 1970, nel 1974 non si era più presentato perché voleva già prepararsi alla Casa Bianca: aveva fatto un tentativo da indipendente fallito, si mise in corsa nel 1976 per la nomination repubblicana, la ottenne nell’ ’80 e vinse.

Trump, che entra alla Casa Bianca più anziano di un anno di quando vi entrò Reagan la prima volta, non ha nessuna esperienza di gestione della cosa pubblica e, fino a questa campagna, non aveva mai manifestato l’interesse a farsela. Chissà se, per selezionare i ministri, userà i sistemi del boss del suo show tv The Apprentice.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+