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L’ingresso della campagna elettorale negli ultimi decisivi 60 giorni della corsa alla Casa Bianca induce il candidato repubblicano Donald Trump ad ammorbidire i torni con i giornalisti non amici. Così, il magnate e showman straccia, metaforicamente, la lista nera in cui erano finite testate anche di prima grandezza considerate “ostili”, tra cui il Washington Post, Politico, BuzzFeed. Ma Trump ha avuto contrasti con una caterva di media, fra cui il NYT e, fra le tv, anche l’amica Fox.

Un portavoce della campagna repubblicana che i giornalisti delle tre testate finora di fatto banditi dagli eventi elettorali di Trump saranno di nuovo accreditati. Lo stesso magnate e showman ha ammesso la svolta, commentandola con una battuta: “Non possono certo trattarmi peggio di così!”.

L’armistizio con alcune testate non cancella, però, il clima d’intolleranza, nei confronti della libertà di stampa, suscitato dai toni e dai modi del candidato repubblicano e della sua campagna. Così, Mike Krawitz, in lizza per un seggio di deputato a West Deptford nel New Jersey, ha scritto un post su Facebook alla giornalista del Daily Beast Olivia Nuzzi “Mi auguro che tu sia violentata”.

Krawitz ha poi sostenuto che il suo account è stato hackerato e che lui non ha mai ‘postato’ nulla del genere. La reporter, che ha recentemente pubblicato un articolo su Marla Maples, la seconda moglie di Trump, ha però rivelato una serie di molestie subite dal candidato fin dal dicembre 2015. (fonti vv – gp)

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+