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US President Barack Obama and Democratic presidential nominee Hillary Clinton embrace on stage during Day 3 of the Democratic National Convention at the Wells Fargo Center, July 27, 2016 in Philadelphia, Pennsylvania. / AFP PHOTO / SAUL LOEB

Scritto per www.GpNewsUsa2016.eu e Formiche.net il 28/07/2016

Il presidente Barack Obama è pronto a passare il testimone a Hillary Clinton, che, a sorpresa, sale  accanto a lui sul palco della convention di Filadelfia. Ma Obama avverte che tutto è possibile e che Donald Trump rappresenta una reale minaccia per l’Election Day, l’8 Novembre.

Il discorso di Obama è il clou della terza giornata della convention democratica a Filadelfia, segnata anche dall’intervento del vice scelto da Hillary,Tim Kaine, e dall’endorsement alla ex first lady venuto dal magnate dell’editoria ed ex sindaco di New York Mike Bloomberg; “E’ la scelta giusta, Trump è un demagogo”.

Nel suo intervento, Obama batte sul concetto che nessuno è più qualificato della Clinton per essere presidente e che Hillary è la persona giusta per una nazione coraggiosa come è l’America, “è stata nello Studio Ovale, sa che cosa significhi”: “La nostra forza – dice – non dipende da Trump”.

Accolto da un’ovazione e dal coro del suo slogan 2008, ‘Yes we can’, Obama ammette che molto resta da fare, ma aggiunge: “Non sono mai stato così ottimista sul futuro”, contrapponendo la sua visione positiva a quella negativa e fondata sulla paura del candidato repubblicano.

Il presidente ribadisce che Hillary è pronta a fare il comandante in capo e incita a votarla, così “chi attacca i nostri valori”, “non ha a cuore la gente che lavora” ed è portatore di pessimismo, cioè Trump, sarà sconfitto. Poi, all’arrivo di Hillary sul palco, c’è un lungo abbraccio fra i due: “Sono orgoglioso di te”, le dice lui.

Michelle Obama, protagonista della prima giornata di questa convention, fa tweet d’ammirazione per “il suo uomo”, mentre Trump chiosa il discorso del presidente con critiche e contesta che, come affermano i democratici, in polemica con il suo slogan ‘Make America Great Again’, gli Stati Uniti siano e si sentano già grandi.

Le critiche a Trump sono state un ritornello di tutti gli interventi anche della terza giornata. Kaine, ad esempio, ha detto che da lui vengono “solo promesse, non ricette”. E il vice-presidente Joe Biden ha affermato che con lui gli Stati Uniti saranno “meno sicuri” perché nessuno è mai stato così impreparato come lui e non ha idea di che cosa sia la classe media. Prudente, Bill de Blasio, sindaco di New York, avverte però che Trump “è un avversario vero e non va sottovalutato”.

Intanto, lo staff di Hillary respinge le accuse venute da Trump, secondo cui l’ex segretario di Stato non sarebbe ferma nella lotta contro il sedicente Stato islamico: “Hillary è stata decisa nel lottare contro il terrorismo e Osama bin Laden – la cui eliminazione avvenne mentre lei era in carica, ndr – ed è pronta a farlo ancora”, assicura Leon Panetta, un clintoniano di ferro che ispira la campagna. Il suo intervento è accolto da cori della platea: “Basta guerre”. (fonti vv – gp)

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+