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Scritto per www.GpNewsUsa2016.eu e Formiche.net il 29/07/2016

Hillary Clinton ha chiuso la convention democratica, accettando la nomination alla Casa Bianca e promettendo di agire da presidente, se sarà eletta, per unire l’America e non per dividerla, come invece fa il suo rivale Donald Trump, candidato repubblicano.

Introdotta sul palco del Wells Fargo Center, dopo un’esibizione di Kate Perry, dalla figlia Chelsea, che l’ha presentata come “una lottatrice che non s’arrende”, la Clinton ha notato: “Siamo alla resa dei conti” e “siamo più forti se uniti”.

Hillary ha definito “una pietra miliare” il fatto di essere la prima donna candidata da uno dei due maggiori partiti statunitensi: “Potenti forze rischiano di dividerci. Legami di fiducia e di rispetto si stanno logorando. Così come per i nostri fondatori, non ci sono garanzie: dipende da noi. Dobbiamo decidere se lavorare insieme per risorgere insieme”. Il suo discorso è stato segnato dagli applausi dei delegati ed è stato seguito da tutte le tv Usa.

“Darò la possibilità a tutti gli americani di vivere vite migliori”, ha assicurato la Clinton, tracciando una sorta di programma: “La mia principale missione come presidente sarà quella di creare più opportunità e posti di lavoro, con retribuzioni in crescita, proprio qui negli Stati Uniti. Dal primo all’ultimo giorno del mio mandato. Soprattutto in luoghi che per troppo tempo sono stati lasciati fuori e indietro”, dal Midwest manifatturiero fino al Delta del Mississippi e al Rio Grande.

Rilanciando a più riprese l’appello all’unità, tema di fondo della Convention, Hillary ha osservato come “tutte le generazioni di americani si sono unite per rendere il nostro Paese più libero, più giusto e più forte. Nessuno può riuscirci da solo. Ecco perché siamo più forti insieme”. E solo con l’unità “possiamo trasformare i nostri programmi progressisti in realtà”, ha proseguito riferendosi alla piattaforma del partito democratico sottoscritta anche dal suo ex rivale Bernie Sanders.

Parlando di sicurezza, la Clinton ha avvertito che “la scelta che dobbiamo fare è estrema”: “Tutti coloro che leggono le notizie sono consapevoli delle minacce e delle turbolenze che dobbiamo fronteggiare, da Baghdad a Kabul, da Nizza a Parigi, a Bruxelles, a San Bernardino, a Orlando. Abbiamo a che fare con nemici determinati, che devono essere sconfitti. Per questo non stupisce che la gente cerca ansiosamente rassicurazioni e una leadership stabile. Vogliono un leader che capisce che siamo più forti lavorando insieme ai nostri alleati”, ha affermato l’ex segretario di Stato criticando Trump.

“Immaginatelo nello Studio Ovale in un momento di crisi: un uomo che perde le staffe per un tweet non può avere la responsabilità delle armi nucleari. Forza significa intelligenza, giudizio, freddezza, utilizzo strategico e preciso del potere. Questo è il comandante in capo che m’impegno ad essere”, ha sottolineato. “E sono orgogliosa di essere al fianco dei nostri alleati contro chi li minaccia, compresa la Russia”.

Per tenere al sicuro l’Unione, ha avvertito , “non possiamo permetterci un presidente che le lobby delle armi tengono in tasca. Io non voglio cancellare il secondo emendamento, non voglio togliervi le armi. Ma non voglio che veniate colpiti da qualcuno che non avrebbe dovuto possedere armi. Mi rifiuto di pesare che non possiamo trovare un compromesso. Dobbiamo superare le differenze e non solo sulle armi, ma sulle razze, l’immigrazione e molto altro”.

In chiusura, torna il tema dell’unità: “Sarò il presidente di tutti, di chi mi avrà votato e di chi non mi avrà votato, democratici, indipendenti e repubblicani”. La Clinton ha osservato: “E pluribus unum, uno da molti, è il motto del nostro Paese. Saremo fedeli a questo motto? Abbiamo sentito la risposta di Trump alla sua convention: lui vuole dividerci, tra di noi e dal resto del Mondo. Lui vuole che abbiamo paura del futuro e gli uni degli altri”. E citando Franklyn Delano Roosevelt, il presidente del New Deal e della sconfitta del nazismo,  Hillary ha detto: “Dobbiamo temere solo la paura”.

“Questa notte iniziamo un nuovo capitolo – ha concluso Hillary -… Cerchiamo di essere forti insieme, guardando al futuro con coraggio e fiducia, costruendo un futuro migliore per i nostri figli e per il nostro Paese. Grazie e Dio benedica gli Stati Uniti d’America”. Tra applausi e acclamazioni, una cascata di palloncini e coriandoli bianchi, rossi e blu ha inondato il Wells Fargo Center.

Voce fuori dal coro democratico, naturalmente, quella di Trump, che affida il suo commento non solo a un tweet, ma a una nota della sua campagna: “Un’offensiva collezione di cliché e riciclata retorica”. “Hillary Clinton dice che l’America è più forte unita, ma nell’America di Hillary Clinton milioni di americani vengono lasciati fuori al freddo. Lei è unita solo ai suoi finanziatori”.

Invece, il presidente Barack Obama, che mercoledì sera le aveva dato il suo appoggio, indicandola come suo successore, commenta: “Grande discorso. E sperimentata. E’ pronta. Non si arrende mai: ecco perché Hillary deve essere il nostro prossimo presidente” (AGI – fonti vv – gp)

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+