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Scritto per www.GpNewsUsa2016.eu e Formiche.net il 10/07/2016

Sul voto 2016, dopo la strage di Dallas e le tensioni razziali in tutta l’Unione, cala l’incubo di quella che fu, quasi un secolo fa, nel 1919, l’ ‘Estate rossa’, segnata da una scia di attentati anarchici, oltre che da incidenti razziali.

La situazione rappresenta un test per i candidati alla Casa Bianca Hillary Clinton e Donald Trump, chiamati ad esprimersi sui temi delle rapporti razziali e delle relazioni fra polizia e minoranze, oltre che su quello ricorrente delle armi facili.

“Lo situazione dei rapporti razziali negli Stati Uniti è terribile. Stiamo vivendo un momento storico di quelli che capitano di tanto in tanto in cui le tensioni razziali salgono. Questa sembra un’altra ‘Estate rossa’”, dice al Financial Times Fredrick Harris, direttore del centro per le African American Politics and Society della Columbia University.

In realtà, l’estate 1919 fu ‘rossa’, negli Usa, perché legata alla paura di un’insurrezione bolscevica nel Paese, nella scia di quanto avvenuto in Russia: ci fu una serie di attentati dinamitardi anarchici, compiuti, con più o meno successo, fra aprile e giugno, da gruppi anarchici ispirati dall’italiano Luigi Galleani.

E un sondaggio, oltre che le cronache esacerbate di questi giorni, quasi smentisce il presidente Obama, che, ieri, a Varsavia, ha negato spaccature nella società: il tema della razza, in realtà, divide gli americani. Secondo un rilevamento del Pew Research Center, fatto prima degli incidenti dell’ultima settimana, un terzo dei bianchi ritiene che il primo presidente afroamericano abbia peggiorato la situazione razziale a fronte di un 28% che ritiene l’abbia migliorata. Il 51% dei neri ritiene, invece, che Obama abbia migliorato i rapporti razziali.

Un tema e un’insoddisfazione che Trump cavalca: ”Le divisioni razziali sono peggiorate. Faremo l’America sicura di nuovo”. In un video, il magnate sottolinea come le uccisioni immotivate da parte di poliziotti di due afroamericani in Minnesota e Louisiana ”ci ricordano quanto lavoro resta da fare per assicurare che tutti gli americani sentano la loro sicurezza tutelata”. E la strage di Dallas, dice Trump, è un ”brutale attacco contro la polizia”, ”un attacco al nostro Paese e alle nostre famiglie. Dobbiamo essere accanto alle forze dell’ordine”. (fonti vv – gp)

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+