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Un giovane di nazionalità britannica avrebbe progettato e tentato d’assassinare Donald Trump. L’uomo, un ventenne, è stato arrestato a Las Vegas: sabato scorso, era stato bloccato, mentre provava a rubare la pistola di un poliziotto durante un evento elettorale del candidato repubblicano. E’ “il modo più semplice per ucciderlo”, avrebbe detto, una volta neutralizzato. Lo riferiscono fonti di stampa Usa: s’indaga sulla portata dell’episodio e l’attendibilità delle affermazioni del giovane.

La campagna di Trump resta sempre vivace e tormentata. Il magnate sta pure cambiando squadra e rinuncia a uno delle figure finora centrali del suo team: Corey Lewandowsky, il manager, era molto vicino allo showman, che lo aveva difeso a spada tratta quand’era stato accusato d’avere malmenato una giornalista, che lo aveva denunciato facendo anche scattare un fermo di polizia. Lewandowsky è poi stato scagionato.

L’episodio di Las Vegas è seguito dall’ufficio del procuratore del Nevada: si scava sulla personalità e sul passato del giovane, Michael Steven Sandford, che aveva avvicinato un poliziotto in servizio al Treasure Island Casino, dove si teneva un evento a sostegno di Trump. Accortosi che l’arma dell’agente era accessibile, ne aveva afferrato il manico con entrambe le mani.

Secondo la Nbc, il ventenne ha detto agli inquirenti che quello “sarebbe stato il modo più semplice di procurarsi una pistola per uccidere Trump” e ha inoltre affermato che “se fosse libero ci avrebbe riprovato”. La magistratura gli ha per il momento negato la libertà su cauzione.

Dai verbali, risulta che Sandford ha dichiarato d’essere negli Usa da oltre un anno e d’avere vissuto nel New Jersey, prima di recarsi a giugno nel sud della California e poi in Nevada “per uccidere Trump”, che lì stava facendo campagna.

Il giorno dopo l’arrivo a Las Vegas, il giovane era stato in un poligono di tiro, dove s’era esercitato a sparare. Dalle indagini della polizia, il ventenne risulta essere disoccupato, residente negli Usa illegalmente e senza fissa dimora, vivendo in un’auto. L’avvocato d’ufficio assegnatogli sostiene che Sandford è affetto da autismo e che ha già tentato il suicidio.

La vicenda di Las Vegas turba la campagna di Trump meno del licenziamento di Lewandowsky, che dice di non conoscere i motivi del proprio allontanamento e che continua a proclamarsi leale allo showman. Secondo illazioni di stampa, Trump vuole adattare la squadra a una campagna meno aggressiva e più conciliante con l’elettorato di centro e con l’apparato del partito, anche se l’atteggiamento del magnate resta contraddittorio.

L’uscita di scena di Lewandowsky, per molti personaggio scomodo e spigoloso, sarebbe anche conseguenza di un aumento del ruolo della figlia di Trump Ivanka e soprattutto del genero, ed editore, Jared Kushner, sempre più influente sul magnate. (fonti vv – gp)

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+