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Scritto per www.GpNewsUsa2016.eu e Formiche.net l’11/06/2016

Il fatto che Hillary Clinton e Donald Trump siano ormai certi delle rispettive candidature democratica e repubblicana alla Casa Bianca polarizza la campagna e concentra i reciproci attacchi su un solo obiettivo. L’effetto è soprattutto visibile in campo democratico, dove, appena schieratisi con Hillary, il presidente Barack Obama e il suo vice Joe Biden scendono in prima linea.

Ospite del ‘Tonight Show’ di Jimmy Fallon, il presidente ha negato che Trump lo abbia mai chiamato per chiedergli consiglio (“No, non che io sappia”) e, alla domanda se ritenga che i repubblicani siano soddisfatti del loro candidato, ha risposto: “Non lo so… Noi – democratici, ndr – lo siamo”, sottintendendo che Trump è l’avversario ideale, perché divide lo stesso campo conservatore.

In un altro siparietto in cui finge di scrivere lettere di ringraziamento dopo i suoi due mandati presidenziali, Obama bacchetta il Congresso e ancora, indirettamente, il candidato repubblicano: “Grazie, Congresso – scrive il presidente  -, per aver trascorso otto anni sperando di rimpiazzarmi con un repubblicano”. E sullo schermo appare il volto di Trump, che repubblicano lo è ben poco.

Obama è pure divenuto rapper per una notte, facendo l’elenco, con sottofondo musicale, dei risultati di cui va fiero: “Abbiamo creato oltre 14 milioni di posti di lavoro e ridotto la disoccupazione al 5%”. Fallon e la band The Roots gli facevano eco: “Ha creato tonnellate di posti di lavoro per me e per te e ha lasciato un posto per Hillary”. Obana ha proseguito: “Il cambiamento climatico è reale, la sanità è alla portata di tutti e l’amore è l’amore”.

A parte gli scambi di attacchi fra candidati, che sono normali, Trump è stato preso di mira anche dal  vide di Obama Biden, che lo considera una minaccia per l’indipendenza dei giudici, per i suoi attacchi ai magistrati che giudicano nelle inchieste sulla sua University, e dalla senatrice Elizabeth Warren, che lo ha definito “un aspirante tiranno”.

Ma anche il candidato repubblicano a Usa 2012 Mitt Romney, che, intervistato dalla Cnn, ha di nuovo escluso di intendere scendere in lizza, ha denunciato i rischia di razzismo a cascata (e pure d’intolleranza e misoginia)  connessi all’elezione di Trump. Per questo, Romney ha annunciato che non voterà per lui e neppure per Hillary e che sta valutando la possibilità di votare per il libertario Gary ‘Joint’ Johnson, soprannominato così per le sue campagne sullo spinello libero.

Romney ha pure previsto che Trump non renderà mai nota la sua dichiarazione dei redditi, perché ciò gli creerebbe dei problemi – un tasto già toccato dal politico mormone -. (fonti vv – gp)

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+