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le forze speciali francesi in libia

Scritto per Il Fatto Quotidiano del 25/02/2016

Forze speciali francesi stanno effettuando raid mirati sul terreno in Libia: la notizia, diffusa da Le Monde e confermata dalle autorità francesi, conferma indiscrezioni già filtrate, circa l’attività in Libia di unità francesi e britanniche e pure americane e – è stato detto – italiane. Secondo Le Monde, le forze speciali conducono azioni discrete, talora segrete, per colpire e indebolire la presenza del sedicente Stato islamico, cercando di frenare il radicamento e l’espansione nel Paese delle milizie jihadiste.

Che proprio ieri avrebbero parzialmente occupato il centro di Sabrata, quasi al confine della Tunisia: non è la prima volta che gli uomini del Califfo assumono, temporaneamente, il controllo della località d’origine romana teatro lunedì d’un raid aereo Usa – partito, pare, dalla Gran Bretagna – contro un centro d’addestramento jihadista, dove sarebbe stato eliminato la mente degli attentati in Tunisia al Bardo e a Sousse.

L’azione integralista di ieri voleva chiaramente dimostrare che il raid non aveva intaccato la capacità operativa dei miliziani. Ma nel giro di poche ore guerriglieri di Alba della Libia. arrivati da Tripoli, avrebbero messo in fuga gli jihadisti e ripreso il controllo della località. E’ naturalmente impossibile verificare dinamica degli accadimenti e affidabilità dei racconti.

L’intensificarsi, negli ultimi giorni, di notizie spesso contraddittorie sulla Libia e dalla Libia accentua la criticità della riunione di oggi a Roma del Consiglio Superiore di Difesa, dove sarà evocata l’eventualità di un impegno militare italiano, purché sollecitato da un governo di unità nazionale. Da mesi, l’Italia dichiara la propria disponibilità a un ruolo guida nell’ambito di una missione di stabilizzazione e umanitaria internazionale, salvo poi ridimensionare lo sforzo militare possibile – i 5000 uomini di cui fonti di stampa, imbeccate anche da ministri, hanno a più riprese parlato non sarebbero semplicemente disponibili – e pure mettere paletti all’aiuto da fornire agli alleati – come mostra la vicenda dei droni Usa al decollo da Sigonella -.

L’Italia, poi, è molto preoccupata dal ritorno di fiamma dell’ipotesi di ripartizione della Libia in due o tre zone autonome, se non indipendenti: ci sarebbe il pericolo di accrescere, invece d’attenuare, la conflittualità fra le fazioni. E a Roma si avverte pure il rischio che l’attivismo francese possa essere teso a sottrarre all’Italia il ruolo di primo piano auspicato in una eventuale missione internazionale. Ieri, il ministro degli Esteri Gentiloni ha detto: : “Abbiamo bisogno di un Paese stabile, di un interlocutore di governo che consenta all’Italia e all’Europa di gestire i flussi migratori e di combattere terroristi e trafficanti di persone”.

A Parigi, lo scoop di Le Monde ha irritato il ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian, che ha ordinato l’apertura di un’inchiesta contro ignori per violazione di segreto di Stato. Al Jazeera segnala la presenza di 150 unità delle forze speciali francesi nella base di Benina, a Bengasi, quartier generale dell’offensiva anti-jihadista delle truppe del generale Haftar. Alcuni militari francesi sarebbero riconoscibili, in uniforme, ma altri opererebbero sotto copertura.

Con Bengasi terreno di battaglia e Sabrata esposta alle incursioni jihadiste, il Parlamento di Tobruk sarebbero più vicino a dare la fiducia al governo di unità nazionale del premier designato al Sarraj: un voto potrebbe esserci lunedì prossimo 29 febbraio.

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Giampiero Gramaglia, nato a Saluzzo (Cn) nel 1950, è un noto giornalista italiano. Svolge questa professione dal 1972, ha lavorato all'ANSA per ben trent'anni e attualmente continua a scrivere articoli per diverse testate giornalistiche. Puoi rimanere connesso con Giampiero Gramaglia su Google+